VARESE – Il Tribunale di Varese ha condannato a sette anni e sei mesi di reclusione un 50enne di origine asiatica finito a processo con l’accusa di violenza sessuale ai danni della figlia minorenne dei suoi datori di lavoro, una famiglia residente in Valceresio all’epoca dei fatti – avvenuti tra il 2010 e il 2015 – da cui l’uomo lavorava come maggiordomo.
Il racconto della vittima
Accolta la tesi del pubblico ministero, che però aveva chiesto nove anni di carcere. Il magistrato nella sua requisitoria aveva riportato l’attenzione sul racconto, giudicato credibile, della persona offesa, parte civile nel procedimento, che inizialmente si era confidata con la propria dottoressa. E quelle confidenze avevano poi fatto scattare le indagini.
Le accuse
Filmati pornografici guardati dal 50enne in presenza della minore, palpeggiamenti in auto e in casa e persino due rapporti sessuali fanno parte del quadro accusatorio.
Il risarcimento
L’uomo non ha fornito la propria versione dei fatti durante il processo. Per lui il tribunale ha stabilito l’interdizione perpetua da qualsiasi incarico in scuole di ogni ordine e grado. Dovrà risarcire la persona offesa con 15mila euro per danni morali. la quantificazione di un ulteriore risarcimento dovrà avvenire in sede civile.
