VARESE – «Galimberti figlio di p…». È questa la scritta a caratteri cubitali che è stata vergata sul fondo della vasca vuota della piscina di via Copelli a Varese. Una struttura chiusa da tempo che, per volontà dell’amministrazione, verrà trasformata in una palestra pensata per ospitare la pallavolo.
Raid vandalico
Non è ancora chiaro in quale giorno, o notte, sia stato compiuto il blitz vandalico. Un’azione che, visti il luogo e il destinatario del messaggio, non può che fare pensare anche a una lettura politica. La piscina di via Copelli, infatti, è stata nelle scorse settimane al centro del dibattito cittadino. Occorre ricordare che l’impianto natatorio comunale sia chiuso da tempo, e che l’amministrazione ne abbia già prospettato una nuova vita sportiva: non più acqua dolce per nuotare, ma una “rete” per giocare a pallavolo. La nuova progettualità, che andrà a sacrificare l’attuale piscina, ha scatenato il dibattito e le polemiche. Proprio questo, l’insulto non può che sembrare, in qualche modo, legato al clima rovente e che ha già assunto toni da campagna elettorale – quando manca ancora un anno circa alle prossime amministrative – attorno al tema.
Varese, c’è la pallavolo nel futuro di via Copelli: costa la metà di una nuova piscina
