VARESE – Si è fatto attendere e l’hanno atteso. Senza battere ciglio. Erano più di 600 i futuristi (provenienti anche dalla province vicine). E hanno aspettato il ritorno del generale Roberto Vannacci per oltre un’ora. Poi l’Inno nazionale e il suo ingresso nella sala congressi dell’Una Hotel. Mano sul cuore e, quando le note di Mameli tacciono, lui attacca. Subito. E promette: «Nel 2027, a Varese, scateneremo l’inferno».
Sala piena
«Nel nostro Paese la politica a volte è strana – dice – perché questa sinistra bolla tutto ciò che non è di sinistra come fascista. Senza stare nemmeno ad ascoltare valori, contenuti e proposte. Andatevi a vedere cosa dice di me Corona, quello riccio, il montanaro, e vedete che quanto ho appena detto risponde al vero».
Dentro al salone il comizio-intervista. L’evento è stato organizzato dal Comitato varesino che fa fede a Vannacci e guidato da Daniele Parisi e Arturo Ceci. Ma il generale concede ampio spazio alle domande della stampa prima del bagno di folla (nel video di Omar Macchi le risposte).
E tra i tanti vannacciani anche volti a sorpresa della politica locale. Tra tutti Nino Caianiello, Ciro Calemme e l’ex direttore del Tg regionale Alessandro Casarin. Ma anche il sindaco di Arcisate Antonio Centorrino, il forzista (candidato a Somma Lombardo) Franco Colombo, il leghista-vannacciano Ivan Andrea letti. E poi il vannacciano noto, Furio Artoni, candidato sindaco a Luino e i bustocchi.
La stoccata di Caianiello
Arriva da solo. Ma poco più indietro c’è l’amico fidato Ciro Calemme. E Nino Caianiello, mentre il generale parla al suo popolo, si prende la scena: «Mi sono meravigliato per la sala piena. E mi sono meravigliato che nessun esponente del centrodestra fosse
presente per salutare un leader del centrodestra, perché Vannacci è del centrodestra. E quando si va a votare, a chi li chiedono i voti? Al Pd? Ma mica siamo Provincia, dove governano Forza Italia e Pd insieme».
I volti bustocchi
Ecco, sui bustocchi bisogna aprire una parentesi. C’è Massimiliano Nardi, ex Fratelli d’Italia che rappresenta l’ala destra che fino a poco tempo fa stava con il partito della Meloni. E poi c’è Massimo Rogora con una ventina di amici che dicono di essere interessati al percorso del generale e di «fare riferimento a Max». Insomma, il partito di Vannacci non c’è ancora e nasce già con qualche divisione.
Rogora presente Una volta era leghista
Il Vannacci pensiero
Il generale si dice felice di essere tornato a Varese. «Se c’è tanta gente significa che ho lasciato un buon segno». Sostiene di non sentire la mancanza della Lega, «anche perché con molti di loro collaboro all’Europarlamento» e dribbla davanti a chi gli chiede dove andrà a prendere i voti: «Non ho una strategia per portare via elettori a Lega o Fratelli d’Italia. A me non interessa da dove venga il mio elettorato. Quel che conta sono le idee. Certo, chi aderisce a Futuro e nazionale deve avere una serie di valori: i miei».
Obiettivo 2027
Vannacci poi ha detto che Futuro nazionale parteciperà alle elezioni amministrative del 2027: «A Varese, Busto e Gallarate, Futuro Nazionale ci sarà. Con chi? Non lo svelo ora, perché non voglio rovinare la sorpresa. La strategia resta segreta, come recita un principio dell’Arte della guerra».
Il generale Roberto Vannacci torna a Varese: appuntamento all’Unahotel

