Varese, minacciavano e bullizzavano i compagni: baby gang fermata dalla polizia

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VARESEBaby gang fermata dalla questura: in cinque minacciavano e terrorizzavano i coetanei. Lo scorso 18 ottobre, la Polizia di Stato, ha individuato e accompagnato in questura, cinque minorenni tra i 13 ed i 15 anni, due dei quali alla fine degli accertamenti sono stati denunciati per minacce aggravate ai danni di due coetanei. Gli operatori della sezione reati contro la persona della Squadra Mobile si sono attivati a seguito della segnalazione di una mamma preoccupata per due dei suoi figli oggetto da diversi giorni di reiterate minacce da parte di loro coetanei.

Ti veniamo a prendere

La donna ha deciso di recarsi in cerca di aiuto in Questura quando il figlio maggiore, dopo minacce proseguite per mesi, aveva notato sullo stato di uno dei suoi persecutori una fotografia ove erano ritratti due giovani, uno indossava la maschera della corrente hacker “Anonimous” mentre l’altro, a volto scoperto quindi riconosciuto come uno dei suoi vessatori, esibiva un coltello. In calce, la fotografia era stata inserita la scritta «ti veniamo a prendere», corredata da emoji a forma di bombe e coltelli, dai quali è parsa subito chiara l’intenzione di effettuare una spedizione punitiva all’uscita da scuola.

E’ accaduto in una scuola vicina alla questura

Il personale della Squadra Mobile, preso atto di quello che stava succedendo, coadiuvato da personale della Divisione Anticrimine – interessato nella fase iniziale della vicenda per un’eventuale emissione di Ammonimento a carico dei responsabili – si è recata al generico appuntamento al posto delle vittime, riuscendo ad individuare un gruppetto di ragazzini col chiaro atteggiamento di chi sta aspettando qualcuno. Gli agenti, che non hanno fatto neanche molta strada in quanto la vittima frequenta una delle scuole vicine alla Questura, hanno avuto conferma di averli individuati quando si sono resi conto che tra loro erano presenti i due autori della fotografia, che si erano fatti accompagnare da tre amici col chiaro intento di avvalersi della forza intimidatrice del “branco”, formato in totale da cinque minori. I responsabili dello scatto minatorio sono stati fatti oggetto di perquisizione, sia personale che domiciliare, in occasione delle quali è stato trovato il coltellino utilizzato nella fotografia. I due, per il momento, sono stati deferiti in stato di libertà solo per il reato di minacce aggravate in attesa di verificare la loro condotta nell’ultimo periodo. La posizione degli altri tre è al vaglio degli inquirenti; sono stati convocati i genitori in Questura ai quali, dopo essere stato spiegato l’accaduto, venivano immediatamente riaffidati i figli. Al termine dell’attività, concordata con l’autorità giudiziaria minorile di turno, il pm Sabrina Ditaranto, venivano riaffidati ai genitori anche i due indagati.

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