Edoardo Ceriani gioca il derby. “Torna LA partita. Un pronostico? Vince Cantù di 3”

Varese Cantù Edoardo Ceriani
Edoardo Ceriani con Nicola Brienza

COMOPer il ritorno di Varese-Cantù la tavola è già apparecchiata. Da settimane. Su una sponda e sull’altra. Con la Itelyum Arena sold out. E allora proviamo a giocare il derby con Edoardo Ceriani, caporedattore sportivo de La Provincia di Como nonché canturinologo per eccellenza.

Finalmente torna il derby. Che clima si respira in Brianza?

Sono già tutti pronti. L’ambiente e i giocatori. Gli italiani di sicuro. Speriamo che anche gli americani capiscano il valore del derby. C’è un clima di grande attesa.

La Cantù di quest’anno ti piace?

Sì. Mi piace l’idea di puntare sul 5+5, tenuto conto che il quinto italiano si chiama Grant Basile. Io non ho mai avuto dubbi sugli italiani da confermare. Infatti sono Moraschini e De Nicolao a togliere le castagne dal fuoco quando le partite scottano. Vediamo se gli americani faranno il definitivo salto di qualità.

Qual è il punto di forza dell’Acqua S. Bernardo?

Ne dico due. Da una parte Andrea De Nicolao, perché ha il fosforo per capire le situazioni di gioco. Dall’altra Xavier Sneed, difensore formidabile che proprio partendo da dietro sa esaltare il suo talento offensivo. Giudizio sospeso su Gilyard, che non ha ancora la squadra in mano.

E i punti deboli?

Non lo dico io, lo dicono le statistiche. La difesa. Sinora Cantù in trasferta ha sempre perso prendendo più di 100 punti. Mi sembra che manchi ancora qualcosa dal punto di vista del gioco e della tenuta mentale.

Il giocatore promosso dopo questo inizio di campionato?

Sicuramente Sneed. Super.

Quello rimandato?

Bortolani. Giordano ha bisogno di togliersi la ruggine di dosso. E direi anche la pressione. Quale migliore occasione del derby a Varese?

La sorpresa?

Oumar Ballo. E’ molto più di quello che si vede in campo. E’ sempre preziosissimo, con quelle giocate che non vanno nelle statistiche ma che fanno sostanza. Niente male per essere un rookie.

E Varese? Ti piace?

Il vantaggio di Varese si chiama Masnago. A maggior ragione in un derby. Quando la partita è sullo 0-0 il primo canestro lo segnano sempre i tifosi varesini.

Come stanno le due squadre?

Varese è una vinta e sette perse e giocherà il derby con le spalle al muro. Cantù ne ha vinte tre, situazione per la quale tutti avrebbero firmato alla vigilia. La Openjobmetis ha più pressione addosso, senza dubbio.

Secondo Kastritis, Varese-Cantù è come Paok-Aris. Sei d’accordo?

Mi sembra un paragone azzardato, ma capisco la sua provocazione. Dai, su, non scherziamo, questa è LA partita. E sono sicuro che la stessa cosa sia a Salonicco anche se non sono così esperto di basket greco.

A Varese ti chiederebbero: come ca…volo si fa a tifare Cantù?

La mia è una storia particolare. Io sono comasco di confine. Da piccolo con mio papà andavo a vedere più Varese che Cantù e ancora adesso ho in mente la maglia gialloblù di Bob Morse. Mi ricordo il mitico Serafino, che a Masnago faceva partire i cori. Come si fa a tifare Cantù? Semplice. I canturini nascono con il vestitino già bello e pronto nella culla. Se sei brianzolo come fai non tifare Cantù?

Il tuo derby del cuore?

Ricordo quello con Kirill Bolshakov in panchina. Accusato di essere il professore di ginnastica di Gerasimenko, viene presentato il giovedì e la domenica vince il derby a Varese. Una favola.

E quello che ti ha fatto piangere?

La sospensione al Pianella della semifinale scudetto Arexons-Ranger nel campionato 1989-1990. Ne ho parlato spesso con Meo Sacchetti quando allenava a Cantù. Quella partita non me la posso dimenticare.

Varese-Cantù torna dopo quasi 5 anni. Quanto è mancato il derby al basket italiano?

Tantissimo. Soprattutto dopo i quattro anni di esilio in A-2. Posso ribaltare il concetto?

Prego

E’ il basket italiano a mancare. Dalle cronache.

Giornaloni assenti?

Non lo dico io, lo dicono i fatti. Una volta filmati e protagonisti andavano alla Domenica Sportiva. Adesso niente. Poco spazio persino sulla Gazzetta dello Sport. Quand’ero ragazzino c’era la calata al Pianella di Aldo Giordani e di tutte le prime firme italiane. Che Roberto Allievi portava a cena al ristorante Giardinett. Adesso il basket è diventato lo sport della provincia. E per fortuna ci sono ancora i giornali locali.

Varese e Cantù, due città di provincia che hanno fatto la storia del basket italiano. In futuro ci sarà ancora spazio per loro?

Per me sì. Varese ha una proprietà più verticale, riconoscibile in Luis Scola. Cantù ha un azionariato popolare che punta alla parità di bilancio tra sponsorizzazioni e uscite. Filosofie diverse, ma un concetto identico. Il basket è lo sport della provincia. Sotto le prime tre o quattro big del campionato, Varese e Cantù possono resistere. Anzi possono nuovamente affermarsi. Pur in un mondo che è cambiato e che ancora cambierà.

Chi vince il derby?

Vince Cantù di 3. Non so se segnando l’ultimo tiro o difendendolo. Ma vince di 3.

Varese-Cantù, sale la febbre del derby. Itelyum Arena da tutto esaurito

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