VARESE – Crack Casti-Group, l’accusa chiede condanne per un totale di 46 anni di reclusione. Il processo arrivato oggi, martedì 11 febbraio, alle battute finali davanti ai giudici del tribunale di Varese. Sei gli imputati (ex amministratori delle società del gruppo poi saltate) accusati a vario titolo di bancarotta e frode fiscale (molti dei capi di imputazione sono andati prescritti) per fatti risalenti al 2014. Il pubblico ministero Marialina Contaldo contesta un’evasione pari a 1,4 miliardi di euro.
Migliaia di fatture false
L’operazione Golden Lake che oggi arriva a processo partì da una vasta operazione della Guardia di Finanza di Perugia. Precisamente prese l’avvio da alcune irregolarità rilevate in una delle controllate con sede a Spoleto. Secondo l’accusa il gruppo evase centinaia di milioni di euro per ottenere crediti d’imposta da valore aggiunto, l’Iva, da spendere in compensazione per saldare oneri previdenziali: un giro di denaro fittizio per cercare di tenere in piedi ciò che 13 anni fa gli inquirenti definirono un «castello di carte».
Operazione Golden Lake
I reati originariamente contestati furono “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”, “emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”, “indebita compensazione d’imposte”, “bancarotta semplice e fraudolenta”. All’epoca l’indagine fece scalpore e portò all’arresto anche del patron del Casti-Group Gianfranco Castiglioni, oggi scomparso. Sentenza a fine maggio.
