A Varese Gulliver apre Casa Futura. Uno spazio per le donne fragili e i loro bambini

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L'esterno e gli interni di Casa Futura e il momento del taglio del nastro

VARESE – Uno spazio in cui le giovani mamme potranno ricostruire la propria quotidianità, al fianco dei loro bambini. È questo “Casa Futura”, l’ultimo progetto promosso dal Centro Gulliver di Varese che risponde ad un’esigenza in aumento. L’inaugurazione ufficiale questa mattina, martedì 11 febbraio, alla presenza delle autorità, tra cui il prefetto Salvatore Pasquariello, gli assessori Molinari e San Martino e il consigliere Bonoldi per il Comune di Varese e il dg di Asst Sette Laghi Giuseppe Micale (nel video inaugurazione e interviste).

Il progetto

Casa Futura è uno spazio piccolo, di 62 metri quadri, ma non per questo poco significativo. «Apparentemente è un progetto secondario nelle attività di Gulliver, ma in realtà è un progetto centrale che va ad aggiungersi alla nostra filiera di cura – ha detto il presidente del centro Emilio Curtò – noi ci preoccupiamo anche del dopo, del momento in cui si torna ad affrontare la quotidianità». Quindi ha fatto un appello ad imprenditori e benefattori varesini, affinché vengano messi a disposizioni luoghi per ospitare servizi come quello che si apre oggi. Casa Futura nasce in una costruzione situata a lato della sede di Gulliver in via Albani, uno spazio già esistente che è stato ristrutturato. Sarà dedicata all’accompagnamento e alla tutela delle giovani mamme presenti nelle comunità terapeutiche di Gulliver. Ogni stanza e arredo è stato pensato in modo di essere sia funzionale che accogliente. Il progetto si è potuto realizzare grazie ad una raccolta fondi avviata durante la cena di Natale 2023 di Gulliver. La casa, che si affaccia su un giardino, è formata da un soggiorno, una cucina e due stanze con servizi, per accogliere due madri con i rispettivi figli.

I numeri del bisogno

Casa Futura è nata dalla constatazione che la maggioranza delle donne ospiti delle comunità di Centro Gulliver è anche madre, e che tale numero è in considerevole aumento (il 24% del totale). Sono dunque sempre di più le donne fragili che arrivano in comunità perché dipendenti da alcol e stupefacenti, spesso con storie drammatiche alle spalle. Madri che non lavorano, sole, in qualche caso vittime di violenza e che, seppur giovanissime, hanno già figli. Il futuro di queste mamme e dei loro bambini passa anche dalla ricostruzione della relazione genitoriale: un processo guidato da educatori e psicologi, regolato dai servizi sociali e in tanti casi dal Tribunale dei minori, che danno mandato alle comunità di rendersi facilitatori di una relazione che grazie a Casa Futura ritrova una dimensione intima, spontanea e domestica. In Casa Futura mamme e figli potranno trovare un contesto di normalità e quotidianità in cui lo spazio e il tempo non sono quelli della comunità residenziale, ma sono su misura per la coppia mamma-bambino. Questo in un ambiente sicuro, ma a pochi passi dalla comunità residenziale, dove in ogni momento è possibile trovare il sostegno di personale specializzato come psicologi e educatori.

La ristrutturazione

Maria Raffaella Valenti, direttrice del Centro Gulliver, ha voluto dedicare il traguardo alle tante donne passate dalla comunità. «Mamme che avevano dentro una grande fragilità, ma che in Gulliver – grazie a percorsi individualizzati e sostegno – hanno saputo far emergere una dolcezza e una cura dell’altro, in particolare dei propri figli, forse sconosciuta a loro stesse e che è stata parte integrante e a volte motore del processo di cura e di cambiamento». Il restauro degli spazi che ospitano Casa Futura è stato reso possibile dal supporto finanziario della Fondazione Eurojersey, proprietaria dell’immobile di cui il Gulliver è comodatario, ed è stato curato dall’architetto Laura Sangiorgi, professionista nell’uso del colore. «Abbiamo curato l’aspetto biofilico, ovvero abbiamo portato la natura all’interno della casa, creando una connessione tra l’abitazione e il giardino – ha spiegato – percettivamente, abbiamo scelto materiali caldi, avvolgenti, che predispongono all’accoglienza». Ad esempio il pavimento è color legno, la cucina è color verde salvia. Il divano non è rettangolare, ma ha la forma di un abbraccio per dare la sensazione di qualcosa che avvolge ed accoglie.

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