Settantuno sindaci scrivono ad Ats: «Non scaricateci le vostre responsabilità»

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VARESE – Settantuno sindaci di altrettanti Comuni delle province di Varese e Como scrivono ad Ats Insubria: «Non scaricate su di noi responsabilità che sono vostre su misure precauzionali che ora tardivamente state demandando». Il punto è fermo e la missiva è stata naturalmente trasmessa anche alle due Prefetture territoriali.

Ats non scarichi le responsabilità

«Siamo a sottolineare, nuovamente, il grande sforzo dei sindaci varesini nel fronteggiare l’emergenza Covid 19. Proprio per questa ragione non possiamo che nutrire forti dubbi sulla circolare emanata in data 31 marzo da Ats Insubria e pervenuta ai sindaci dei comuni varesini e comaschi in cui si “scarica” sui primi cittadini la responsabilità ( come facoltà ) di adottare provvedimenti di quarantena per le persone presenti sul territorio comunale che risultano essere contatti stretti di casi confermati di Covid-19», rincara Giovanni Corbo (nella foto) che è sindaco di Besnate ma che in questo caso interviene soprattutto come segretario provinciale del Pd.

Settantuno sindaci scrivono ad Ats

Il punto è abbastanza chiaro e riguarda una circolare inviata da Ats ai sindaci varesotti e comaschi il 31 marzo scorso.«Ci permettiamo di evidenziare come il provvedimento appare un tentativo di riversare sui Sindaci e sui Comuni responsabilità proprie dell’Ats, cui la stessa avrebbe dovuto fare fronte adottando sin dall’inizio le misure precauzionali ora tardivamente demandate ai Sindaci e senza per altro alcun adeguato passaggio di consegne dal momento che, come denunciato nelle scorse settimane, i dati di cui disponiamo in ordine ai quarantenati ed isolati sono del tutto parziali», prosegue la lettera. «Infatti, pur ribadendo la nostra disponibilità, costantemente dimostrata in queste settimane, anche attraverso il nostro personale e i nostri uffici, di collaborare con Ats per il contenimento dell’epidemia, occorre sottolineare che le prerogative vanno esercitate secondo i rispettivi ruoli».

Non possiamo sostituirci all’autorità medica

«Il sindaco, infatti, è sì autorità sanitaria locale, ma non può certo sostituirsi, per competenze e funzioni, al ruolo dell’Autorità medica. Se, infatti, dovessimo ammettere che il provvedimento richiesto debba essere adottato dai Sindaci sulla base della semplice conoscenza empirica del possibile contagio o del possibile contatto, ciò significherebbe consentire una inammissibile interferenza dei Sindaci anche sull’operato dei medici, senza contare il grande rischio di emettere ordinanze di quarantena sulla base di dati non reali. Il provvedimento, inoltre, non prevede alcun genere di coordinamento preventivo tra ATS e Comuni – che peraltro non è mai stato attivato sin d’ora nonostante, ripetesi, l’epidemia sia in corso da quasi due mesi – né alcun preventivo scambio di informazioni, rischiando così di risolversi in una inutile duplicazione di provvedimenti a carico dei medesimi soggetti da parte delle diverse autorità incaricate di vigilare sul rispetto delle prescrizioni di cui alle ordinanze governative e regionali, operanti allo stato ciascuna in via autonoma, (Ats, Sindaci, Prefettura e Polizia Locale)», proseguono i primi cittadini. «I sindaci hanno dimostrato sempre una forte collaborazione con Ats e con le Autorità Sanitarie, ma non possono sostituirsi ad esse in competenze e funzioni che spettano, con ogni evidenza, suall’Autorità Medica – rincara Corbo – Apprezziamo sempre i toni propositivi e collaborativi, non ci sono mai stati dubbi su questo, con cui gli Amministratori locali hanno impostato la loro azione durante tutta la fase emergenziale, ma tale atteggiamento non deve essere scambiato per remissività nell’accettare procedure che non trovano corrispondenza con le loro funzioni. I Comuni lombardi e varesini, in particolare, stanno rispondendo con grande vigore e celerità alle straordinarie richieste dei cittadini in questo periodo di emergenza. Ats faccia lo stesso».

Tavolo di lavoro urgente

I sindaci chiedono l’immediata istituzione di un tavolo di confronto che veda la partecipazione di Ats, del Consiglio dei sindaci e di Prefettura, finalizzato a creare la più ampia collaborazione e condivisione di informazioni tra tutti i soggetti coinvolti. Mentre Corbo affonda: «Biasimiamo chi soffia sul fuoco dell’emergenza e polemizza con le Istituzioni. Biasimiamo chi si scaglia contro i sindaci piddini in un momento in cui occorrerebbe far fronte comune. E’ solo grazie alla correttezza istituzionale di tutti i Sindaci, di qualsiasi schieramento politico, che si è riusciti finora a lavorare con grande coesione nonostante le criticità evidenti. In particolare il grande senso di responsabilità e le capacità del nostro Sindaco di Varese Davide Galimberti hanno saputo offrire un ottima spalla al lavoro delle Istituzioni, Governo e Regione in primis, per garantire il fronteggiare dell’emergenza».

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