VARESE – «Mi ha chiamato lei, chiedeva aiuto. Mi ha telefonato due volte». E’ questa la versione del 43enne marocchino finito in manette ieri, mercoledì 14 maggio, per aver violato il divieto di avvicinamento alla ex compagna. Quando gli agenti delle Volanti sono arrivati a San Fermo, chiamati dalla donna stessa, hanno trovato il 43enne non certo a una distanza di 500 metri dalla ex.
Mi ha telefonato lei
Anzi, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l’uomo sarebbe riuscito ad entrare nell’abitazione della donna e tra i due, entrambi parecchio ubriachi, sarebbe scoppiato un acceso litigio. Il 43enne oggi, giovedì 15 maggio, ha smentito tutto in sede di convalida per direttissima davanti al giudice Stefania Brusa. L’uomo sostiene essere stata la ex a chiamarlo, chiedendo aiuto, dicendogli che aveva litigato con qualcuno. A quel punto il 43enne, sempre stando alle sue parole, ha preso un pullman diretto a San Fermo in soccorso della ex. A casa, però, la donna non ci sarebbe stata. A quel punto, ha sempre spiegato l’arrestato, avrebbe ricevuto una seconda telefonata di lei nella quale la donna spiegava di stare per arrivare.
Ferita con un coltello
Molto diverso il racconto dei vicini di casa, che hanno spiegato di aver sentito delle urla provenire dall’abitazione della malcapitata, riconoscendo la voce del 43enne tra gli strilli del litigio. I poliziotti hanno trovato la casa a soqquadro e la donna, che era ferita ad una mano con tracce di sangue nell’abitazione, ha dichiarato che il 43enne l’ha colpita con un’arma da taglio.
Già arrestato un mese fa
Il 43enne era già stato arrestato, sempre per aver violato il divieto di avvicinamento alla donna, lo scorso 22 aprile. In quel caso l’uomo era stato trovato vicino alla ex in via Casula. Anche in quel caso il 43enne aveva dichiarato che era stata la ex ad avvicinarsi a lui. L’arresto è stato convalidato e il Pm ha chiesto la trasmissione degli atti al magistrato di sorveglianza per un eventuale aggravio della misura.
