Ipotesi Argentiero per la guida del circolo Fratelli d’Italia Varese. Ma c’è chi dissente

Enrico Argentiero

VARESE – Pan per focaccia. Anzi, la contro pizzata. In Fratelli d’Italia il malumore non lievita. Ma c’è. Sarà per la sindrome non ancora superata del partito del 3%, la spieghiamo così come la raccontano molti militanti meloniani: “Siamo cresciuti nei numeri, non nella sostanza e nella classe dirigente”. Sarà perché pur non essendoci ancora una data fissata in calendario si percepisce il clima frizzantino tipico dei congressi, sta di fatto che il partito ha spine nel fianco. Magari non così pericolose da ribaltare gli equilibri che Andrea Pellicini (presidente provinciale) e Francesca Caruso (assessore regionale e molto attiva nella vita del partito sul territorio) stanno puntellando, ma fastidiose come quei sassolini che si infilano nelle scarpe. E che, più che pungolare, pungono.

Clima frizzantino

La partita, infatti, si giocherà a inizio 2025 non sul provinciale, il cui congresso si è già celebrato, ma nei circoli cittadini di Varese, Gallarate, Busto e Saronno. Oltre che di quelli più piccoli. Sulla carta Busto e Gallarate sono blindati. La Città dei due Galli è sotto l’egida di Francesca Caruso e Marco Colombo. Mentre a Busto, con l’uscita o la presa di distanza di alcuni Fratelli “scapigliati”, il partito è sostanzialmente pacificato. Anche a Saronno il problema più grosso sta forse nei numeri più che nella visione e nella fedeltà alla linea.

Discorso a parte invece merita Varese, un circolo da sempre piuttosto irrequieto, a volte spaccato, comunque mai unito. Basti pensare che nemmeno l’ecumenico De Bernardi Martignoni riuscì a far sentire tutti Fratelli nel suo mandato da commissario. Erano i tempi in cui un pezzo di partito, quello più a destra, mandò a benedire la compagnia sotto gli occhi increduli di Daniela Santanché. Altri tempi verrebbe da dire, invece stiamo parlando di un paio di anni fa.

Tutti Fratelli, famiglie diverse

Certo, ora le cose sono cambiate. Il commissario Luigi Zocchi aveva come obiettivo primario quello di stemperare, smussare e abbassare i toni. Centrato. A Varese – per ora – non litigano più ed è già una notizia. La cura del farmacista però non è servita per far passare tutti i mali. Anche se Salvatore Giordano, una delle voci fuori dal coro, che alle ultime amministrative ha giocato partite differenti (ufficiosamente) rispetto all’ortodossia di Pellicini (si veda il caso Malnate, per citarne uno), ora pare sia rientrato tra i ranghi. Già perché a dettare la nuova geografia provinciale (che però si misurerà su Varese città) è stata l’eurosfida tra Carlo Fidanza e Mario Mantovani. Con il sindaco di Arconate che ha coagulato attorno alla sua figura tutti i maldipancisti meloniani. Pochi o tanti che siano, però ci sono. E in questo momento stanno lavorando per mettere un candidato alla segreteria cittadina di Varese.

La partita su Varese

Quindi: da una parte l’ala maggioritaria del partito che vorrebbe Enrico Argentiero, oggi è uno dei tre vice commissari di Luigi Zocchi (insieme a Giossi Montalbetti e Salvatore Giordano) e dall’altra parte coloro che chiedono maggior coinvolgimento e considerazione dove c’è Romana Dell’Erba, consigliere regionale a tirare un po’ le fila. Non sarà lei la candidata (in passato a guidare il circolo di Varese era uno dei suoi obiettivi, venuto meno ora che siede in consiglio al Pirellone), si sta lavorando per individuare un’altra figura. E la “Pizza in compagnia” (questo il titolo della serata) in programma per il 7 dicembre alla Lanterna di Albizzate potrebbe essere un passaggio interessante, non dal punto di vista gastronomico, bensì politico. Ovvero: a Daverio i Fratelli chiamati a raccolta dal sindaco Marco Colombo erano più di 100 e con buona parte dell’establishment regionale e provinciale presente. Chissà se i capataz concederanno il bis ad Albizzate.

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