Varese, dimessi operai feriti alla Prealpi. I sindacati: «Salute dei lavoratori affidata al caso»

VARESE – Sono stati entrambi dimessi i due operai di 47 anni rimasti feriti in seguito all’infortuno sul lavoro avvenuto nella serata di ieri, giovedì 24 ottobre, nello stabilimento Prealpi di viale Borri a Varese. Uno dei due è stato dimesso già in tarda serata, l’altro con ustioni di primo grado al volto, è stato dimesso questa mattina dopo una notte in osservazione. «Siamo felici che entrambi stiano meglio – commenta Ivano Ventimiglia, responsabile del Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Cgil Varese – Ma non possiamo affidare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori al caso. Poteva andare decisamente peggio». Una delle parole d’ordine è quindi prevenzione.

Formazione e organizzazione

Confermata la dinamica dell’accaduto, i due operai sono stati investiti da un getto di vapore bollente fuoriuscito dal tubo di un macchinario di autolavaggio. Le cause della fuoriuscita sono al vaglio. «Sul punto occorre una riflessione – spiega Ventimiglia –Nelle aziende è fondamentale che vengano individuate e formate le squadre di primo soccorso emergenza antincendio figure e che tutti le lavoratrici e i lavoratori siano adeguatamente formati insieme a queste squadre. Ieri sera è stato proprio questa organizzazione a fare la differenza: avere figure che dicono cosa fare e lavoratori che sanno cosa fare può radicalmente cambiare la situazione. Questa formazione e l’individuazione di queste figure, però, deve riguardare ciascun ambito della produzione e andare a coprire ogni turno. Quindi dove il sistema c’è va potenziato, dove non c’è va introdotto. Centrale poi è la figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza cui deve essere data lapossibilità di svolgere il proprio ruolo in tutte le aziende». Ieri sera l’Rls della Prealpi si è messo immediatamente in contatto con gli Organismi di Vigilanza intervenuti in azienda ieri sera.

Cambiare direzione

L’obiettivo è fare in modo che gli infortunio sul lavoro e le malattie da lavoro siano «pari a zero – aggiunge il sindacalista – Ed è un traguardo possibile. Questa è la settimana europea della sicurezza sul lavoro. I dati sono ormai pesanti da anni, non è più un’emergenza sicurezza sul lavoro. Un’emergenza è un episodio improvviso al quale si fa fronte. In questo caso andiamo avanti da anni. E’ un sistema e noi dobbiamo scardinarlo. Occorre maggiore impegno, penso ad esempio alla bozza tra regioni e Stato sulla formazione. Questa applica vecchi modelli non più attuali ed inefficaci. Se la via che si intende intraprendere è quella la direzione è sbagliata».

Varese, infortunio sul lavoro alla Prealpi: due ustionati. Uno è grave

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