Varese, La Quiete riapre la villa storica: inaugurato il nuovo reparto di degenza 

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VARESE – Un anno fa La Quiete riapriva i battenti con la nuova gestione dopo otto anni di chiusura. Oggi, sabato 31 ottobre, è stato il momento della seconda inaugurazione. Dopo la riattivazione dell’ala più moderna la clinica ha aperto al pubblico anche gli spazi della villa storica, che torna ad accogliere i pazienti per ricoveri chirurgici, cure di medicina interna e percorsi di riabilitazione.

L’inaugurazione

Tra i presenti all’evento il presidente della Regione Attilio Fontana, il consigliere regionale Emanuele Monti, il sindaco Davide Galimberti e l’ex rettore dell’Università dell’Insubria Renzo Dionigi. La villa, strutturata su tre piani, ospita più di 30 camere private dedicata alla degenza medica, chirurgica e riabilitativa, oltre ad ambienti attrezzati per la riabilitazione con due ambulatori e una palestra e spazi per gli incontri con i familiari. «Siamo arrivati alla fine di questo percorso che è stato un percorso lungo – ha detto l’amministratore delegato Renato Soma – ma oggi siamo in grado di riportare alla città di Varese una struttura che ha un valore storico e che da anni era stata abbandonata».

Una villa ottocentesca

La storia della villa affonda le sue radici nell’Ottocento, sulla collina della Paina, nel quartiere varesino di Casbeno. Qui, in una posizione privilegiata e circondata da un grande parco, sorse la villa oggi conosciuta come Villa Barbò-Leonino-Strada. Nata come residenza della famiglia Barbò di Casalmorano, la proprietà passò successivamente alla famiglia Strada e, intorno al 1880, ai baroni Leonino. Nei primi anni del Novecento la dimora venne ampliata e trasformata su progetto dell’architetto varesino Enea Torelli, assumendo l’aspetto che ancora oggi conserva. Nel 1919 la villa fu convertita da Antonio Riva in una clinica medica privata con il nome di “La Quiete”, denominazione che non apparteneva originariamente alla villa: fu mutuato dalla sottostante Villa Sanvito, oggi sede del Liceo classico e in precedenza convento dei Cappuccini.

Dalla guerra ad oggi

Negli anni della Seconda guerra mondiale la clinica accolse e nascose decine di ebrei e antifascisti, registrandoli come pazienti per sottrarli alle persecuzioni nazifasciste. Tra le persone ospitate ci fu anche Paola Sonino, giovane ebrea veneziana di 29 anni. Per tentare di nasconderne l’identità, venne registrata come infermiera della struttura. Fu tuttavia arrestata il 29 gennaio 1944 e successivamente deportata ad Auschwitz, dove morì. La storia della clinica proseguì nei decenni successivi sotto la guida di Giorgio Riva, figlio del fondatore. Quindi gli anni recenti con il fallimento della società proprietaria e la chiusura fino alla ripartenza con la nuova gestione.

La Quiete riapre a Varese dopo 8 anni di chiusura. Nel 2026 anche la villa storica

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