VARESE – Forever young. Forever Raf. Varese ha dato l’ultimo saluto a Raffaele Nurra, architetto e volto noto del mondo della cultura e della politica cittadina. Piena la basilica di San Vittore per la celebrazione del funerale che si è tenuta nel pomeriggio di oggi, giovedì 13 marzo.
Forever Raf
E’ stato Enrico Angelini, tra i fondatori – insieme a Nurra – dell’associazione Persone e città, a ricordare l’amico scomparso tre giorni fa, lunedì 10 marzo, a causa di un malore. E nelle sue parole, Angelini, ricordando una delle tante passioni di Nurra, la musica, ha citato proprio i versi della nota canzone di Bob Dylan: Forever young. E nel ricordo di tutti coloro che oggi, nella basilica di San Vittore hanno ricordato l’amico, il professionista, il cittadino e il padre c’era un filo rosso, un comun denominatore: l’amore per vita, ma anche il modo speciale di affrontarla nel bene e nel male, nelle gioie e nel dolore con quell’X Factor che davvero ha reso Raffaele Nurra per sempre giovane. «Sei stato un uomo buono e saggio. Eri un’anima grande», così l’ha salutato Angelini.
Ha lasciato un segno
«Un uomo che ha lasciato il segno nelle cose e nelle persone», ha detto il consuocero di Nurra, Raffaele Novario. E poi quel senso di vuoto che in tanti hanno avvertito alla notizia della morte e che è stato riassunto da Elena Brusa Pasquè, presidente dell’Ordine degli architetti di Varese: «Hai lasciato un grande vuoto. Straordinario amico e collega. La tua morte ci ha lasciato sgomenti, ma siamo tutti orgogliosi di essere stati amici e colleghi. Sei stato un seminatore di gentilezza».
Al funerale, si sono stretti vicini alla figlia Michele, assessori e amministratori di Palazzo Estense, il sindaco Davide Galimberti, ma anche i primi cittadini di altri comuni come Matteo Marchesi di Sangiano, Massimo Mastromarino di Lavena Ponte Tresa e Marco Colombo di Daverio; i consiglieri regionali Samuele Astuti, Giuseppe Licata e Romana Dell’Erba, molti colleghi architetti e tanti amici. Qualcuno con una sciarpa nerazzurra al collo per ricordare la fede interista di Nurra.
E dell’amore della vita, ma soprattutto dello spirito e della fede con i quali ognuno l’affronta ha parlato il prevosto monsignore Gioia nell’omelia.
