Provincia, sindaci divisi. Coghetto: «Giusta la scelta di Magrini di annullare il voto»

Gianluca Coghetto, sindaco di Besozzo

VARESE – Buccia di banana. Fa rumore, soprattutto fa discutere parecchio la decisione di Marco Magrini di annullare la votazione dei membri del Cal proprio nel momento in cui l’esito sarebbe stato (quasi) certamente a sfavore dell’accordo Lega-Pd avallato anche dal presidente della Provincia.

Sindaci divisi sul rinvio

E sono piuttosto dure le reazione dei primi cittadini che hanno votato e si sono sentiti defraudati di un risultato costruito al di fuori dei caminetti delle segreterie di partito. Non mancano del resto i sindaci che hanno compreso e difeso sospensione e rinvio dell’elezione. Tra questi anche Gianluca Coghetto, primo cittadino di Besozzo: «Io, come altri, non riuscivamo a votare. La scelta di Magrini è legittima. Il sistema non funzionava, giusto il rinvio».

Brucia la chat dei primi cittadini, dove a innescare la miccia (ma poi c’è chi ha soffiato sul fuoco) è stato il sindaco di Fagnano Marco Baroffio, il quale ha manifestato le sue perplessità sulla cancellazione del risultato. E a Villa Benizzi Castellani, ovvero il municipio di Azzate dove Raffaele Simone è sindaco, stanno pensando di una contromossa per veder riconosciuto l’esito. E domani, giovedì 30 novembre, ci sarà consiglio provinciale. Il primo dopo lo tsunami. Difficile dire al momento cosa accadrà in aula. Ma per ora restiamo sul pezzo. E al momento il dibattito è tutto sulla scelta di Magrini a risultato quasi acquisito e a favore di Simone. Con Iocca che è entrato in “concistoro” Papa ed è uscito cardinale.

Problema tecnico

La giustificazione ufficiale che arriva da Villa Recalcati ai sindaci è che la scelta di annullare sia tutta dovuta a un problema tecnico. Insomma, il fatto che il “predestinato” Iocca fosse sotto (di 5 voti al momento della sospensione) non sarebbe alla base del blitz di Magrini. Il quale, dopo aver compreso che lo stop è rimasto sullo stomaco a molti, è corso ai ripari con un lungo messaggio inviato ai sindaci. Lettera digitale che si apre con le scuse per l’accaduto, che prosegue ricordando come «fin dall’insediamento ho cercato di coinvolgervi (i sindaci) nelle decisioni» e che va avanti difendendo la bontà della scelta del voto online.

E quindi?

”Analizzando il fatto che, in corso di svolgimento della votazione – continua Magrini – ad alcuni sindaci (anche regolarmente ammessi nella piattaforma) la piattaforma stessa non permetteva in modo intuitivo, semplice e lineare di esprimere il proprio voto in forma segreta, confrontandomi con il segretario, ho ritenuto di bloccare la votazione in corso e di chiudere la seduta in quanto, diversamente, ad alcuni sindaci non sarei riuscito a garantire la possibilità di prendere parte e di votare all’interno della piattaforma”.

Scelta legittima. Più dei nomi guardiamo i profili

Quella di Gianluca Coghetto non è una difesa di principio del presidente, tanto che, nel sostenere la buona fede della scelta, invita tutti a riflettere sui principi. «Primo tra tutti – dice – il bene del nostro territorio».

Coghetto dopo aver definito il rinvio condivisibile e aver difeso l’opportunità del voto online: «Non ha funzionato, ma non mettiamo da parte questa opzione», invita a ragionare sui profili presentati dall’accordo Lega-Pd. «Non dimentichiamo che stiamo parlando di un organismo che tratta le autonomie locali su un tavolo regionale. Detto questo Iocca, sindaco di “tre Comuni in uno” e senza stare a guardare i colori dei partiti, credo abbia le competenze giuste per parlare di Unione dei servizi (è anche presidente dell’Unione dei Comuni), visto che nella nostra provincia sono molte le piccole realtà alle prese con problemi di risorse e personali e che di unione dei servizi prima o poi bisognerà parlarne. Bellaria invece reputo sia il profilo migliore per affrontare i temi del rapporto tra Malpensa e aeroporto».

Bene, chiediamo a Coghetto, ma tutto questo ragionamento è stato condiviso con chi poi deve votare? E i nomi? «Io non ho partecipato, ammesso che ci siano state a incontri sulla questione – dice Coghetto – però invito tutti ad andare oltre i nomi e oltre le appartenenze e riflettere sui principi e sui profili. E lo dico senza polemica e con il massimo rispetto per il sindaco di Azzate che non ho ancora avuto modo di conoscerlo».

Insomma, se si muove anche Coghetto, sindaco abituato più al fare lontano dai riflettori, che alla ribalta della cronaca e della polemica politica, significa che la buccia di banana davvero può provocare un fragoroso tonfo a Villa Recalcati.

Varese Magrini Coghetto – MALPENSA24