Varese, stalking alla famiglia Limido: Manfrinati condannato anche in Appello

L'avvocato di parte civile Fabio Ambrosetti

VARESE – Marco Manfrinati condannato anche in Appello per l’accusa di stalking nei confronti dell’ex suocera Marta Criscuolo, l’ex moglie Lavinia Limido e l’ex suocero Fabio Limido. In secondo grado la Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni, 5 mesi e 20 giorni pronunciata dai giudici del tribunale di Varese il 26 maggio 2025, condannandolo anche al pagamento delle spese legali e processuali.

Lo stalking prima, l’omicidio e il tentato omicidio poi

La vicenda, in realtà, è molto più complessa. Perché dopo gli episodi di stalking, il 6 maggio 2024, Manfrinati ha ucciso a coltellate l’ex suocero e ha quasi assassinato, sempre accoltellandola, l’ex moglie (viva grazie al sacrificio del padre intervenuto per difenderla) in via Ciro Menotti a Varese. Per l’omicidio e il tentato omicidio Manfrinati è imputato davanti alla Corte d’Assise di Varese presieduta da Andrea Crema (Stefania Brusa a latere). La difesa dell’ex avvocato 43enne di Busto Arsizio ha chiesto e ottenuto (con l’opposizione dell’avvocato di parte civile Fabio Ambrosetti e del pubblico ministero Maria Claudia Contini) che l’imputato fosse sottoposto a perizia psichiatrica al termine dell’istruttoria. Il perito, che dovrà stabilire se Manfrinati fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti valutandone anche la pericolosità sociale, sarà sentito in aula il prossimo 24 aprile.

L’odio verso tutta la famiglia

La condanna per stalking, confermata anche in Appello, è rilevante anche per il processo in Corte d’Assisse. Per accusa e parte civile gli atti persecutori nei confronti di tutta la famiglia dell’ex moglie, sarebbero stati l’anticamera dei drammatici fatti del maggio 2024. Lo stalking dimostrerebbe, per la Pm e l’avvocato Ambrosetti, la premeditata organizzazione di quello che per un soffio non si è tradotto in un duplice omicidio. Nella convinzione che Manfrinati avrebbe potuto eliminare tutta la famiglia, compresa l’ex suocera, scampata all’aggressione solo perché non si trovava lì in quel momento. Un odio che l’ex avvocato per l’accusa aveva indirizzato nei confronti dell’intera famiglia. Il riconoscimento dell’accusa di stalking anche in Appello nei confronti dei componenti della famiglia Limido-Criscuolo fornisce un concreto supporto all’ipotesi.

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