VARESE – Sarà sempre più una Pallacanestro Varese modello NBA. L’ultima idea di Luis Scola e Toto Bulgheroni è assolutamente futuristica. Importare dagli USA il pavimento a led utilizzato per l’All Star Game di Indianapolis. Obiettivo? Rendere la Itelyum Arena un progetto di entertainment che vada oltre, molto oltre, la semplice partita di pallacanestro. Mettere piede a Masnago, a quel punto, diventerebbe una esperienza spettacolare e multimediale che coinvolgerebbe gli spettatori ben oltre le due ore del match.
La superficie a led di Indianapolis
A Indianapolis, nel corso dell’All Star Game, tutto il mondo ha potuto ammirare il pavimento a led che ha reso spettacolare ogni singolo secondo dell’evento più importanti degli USA (Superbowl a parte). Questa superficie full led in vetro prodotta da una azienda tedesca si chiama tecnicamente ASB LuninFlex e offre condizioni di sicurezza ed elasticità per gli atleti. Inoltre mostra contenuti dinamici, come loghi di squadre, pubblicità di sponsor, proiezioni digitali, video immersivi e grafiche spettacolari, personalizzabili a seconda delle esigenze, consentendo di togliere gli adesivi pubblicitari del parquet che mettono a rischio l’incolumità dei giocatori. Dopo Indianapolis il pavimento dell’All Star Game è rivendibile, così come altri similari contenuti su cataloghi. E Pallacanestro Varese si è subito informata esplorando con assoluto interesse l’acquisto.
Masnago e OAKA
La cosa più incredibile è che, sinora, a pensarci sono state solo due società europee: il Panathinaikos e la Pallacanestro Varese. A OAKA si dovrebbero muovere immediatamente per acquistare il rivoluzionario Glass Floor. Un investimento elevatissimo per riammodernare la struttura da 20.000 posti a sedere, inaugurata nel 1995 e già rinnovata tra il 2002 e il 2004 per ospitare le Olimpiadi di Atene.
Investimento, tempi e omologazione
Può Pallacanestro Varese lanciarsi in questo tipo di spesa per una struttura inaugurata nel lontano 1964, che contiene all’incirca 5.000 posti a sedere? La risposta è, realisticamente, sì. Per la serie: non importa quanto grande sia il teatro, l’importante è offrire uno spettacolo di assoluta qualità. L’investimento visionario sarebbe a cura di Varese Sports And Entertainment srl, la componente societaria che si occupa della modernizzazione e della gestione della Itelyum Arena. Con quali tempi? Non subito. Il primo step, immediato, è quello del completamento dei lavori interni con gli Sky Box e il Museo del Basket, che sarà inaugurato in occasione della prima gara interna domenica 6 ottobre contro Tortona. Poi sono in agenda altri interventi considerati importantissimi come l’ampliamento della capienza interna (il cosiddetto secondo lotto, ancora non finanziato, dei lavori curati dall’ingegnere Riccardo Aceti). Un altro step considerato prioritario è l’istallazione dei pannelli solari per ridurre drasticamente il consumo di energia elettrica. E poi sarà tempo di progettare l’acquisto del Glass Floor. Tempi stimati? Almeno due o tre anni. Spesa prevista? Attualmente il costo della pavimentazione supera abbondantemente il milione di euro. L’obiettivo è quello di far scendere il più possibile la cifra attuale. E l’omologazione? La superficie dell’azienda tedesca è modulare, è pensata per qualsiasi impianto sportivo ed è già subito omologabile per le competizioni FIBA (la federazione internazionale di pallacanestro), IHF (la federazione internazionale di pallamano) e FIVB (la federazione internazionale di pallavolo). Quindi, sulla carta, non dovrebbero esserci problemi di sorta. Se poi il Panathinaikos farà da apripista, tutto sarà più immediato.
Alla Final Four di Belgrado
Testimone oculare del Glass Floor è Massimiliano Bogni, inviato di Backdoor Podcast alla Stark Arena di Belgrado per la Final Four di BasketBall Champions League. “La visione è fantastica sia dagli spalti che dalla tv. Gli spettatori che vedono la partita dall’alto, penso a quelli degli sky box, godranno di uno spettacolo unico. I corpi dei giocatori sono illuminati da sotto, ma le luci non danno fastidio agli atleti, perché sono pensate per essere più visibili da lontano che da vicino”.
Il tipo di superficie
E il campo da gioco? Ce lo spiega sempre Massimiliano Bogni. “La superficie è una sorta di vetro depressurizzato che è appoggiato su delle molle, quindi è una pavimentazione molto più bouncy, rimbalzante. A livello di attrito, non essendoci le listelle del parquet, permette di avere molto più grip in quanto si tratta di una lastra unica. Quindi per cambi di direzione e atterraggio è molto meglio per le articolazioni dei giocatori, che vengono preservate (caviglia, ginocchia, anca). A fine partita Marcelinho Huertas, 41 anni compiuti, mi ha confessato che se avesse sempre giocato sul Glass Floor si sarebbe allungato ulteriormente la carriera. Le controindicazioni? Sicuramente il costo dell’impianto e il livello di spesa energetica. Inoltre la superficie deve essere rialzata per permettere l’installazione dei condotti dell’aria di raffreddamento, che abbassano il calore sprigionato dai led. E l’impiantistica ha bisogno di spazi. Se però a Masnago tutto quadra, questo è il futuro. Già solo pensare a questo investimento pone la Pallacanestro Varese all’avanguardia in quanto a concezione di spettacolo e di entertainment”.
Nel cantiere di Masnago dove il Palazzetto si trasforma. Aspettando il secondo lotto
