Varese, minaccia di morte i controllori del bus: condannato 24enne

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VARESE – Il 19 maggio del 2018 era salito su un pullman della Linea E, a Varese, e se l’era presa con due controllori che lo avevano trovato senza biglietto. Erano volate parole grosse, tanto che alla fine il protagonista di quel fatto, un 24enne di origine marocchina, è finito a processo per minacce e oggi, martedì 23 gennaio, il Tribunale di Varese lo ha condannato al pagamento di 800 euro di multa.

Motivo? Le minacce di morte che l’imputato avrebbe rivolto ai controllori, mimando inoltre il gesto della “gola tagliata”.

La versione del giovane

«Ha frainteso – ha affermato il 24enne in aula, prima della sentenza, parlando di uno dei controllori, che con il collega si è costituito parte civile nel processo – Non ho minacciato nessuno, infatti poi sono sceso dal pullman e ho aspettato la polizia, proprio perché volevo chiarire».

Il pm

Un testimone ha però riferito “con dovizia di particolari” come si era svolta la vicenda, ha sottolineato il pm Davide Toscani nel chiedere la condanna a 2 mesi di reclusione per il giovane, che ha alle spalle una situazione complessa, con diverso precedenti, ed è detenuto in carcere a Vercelli con un fine pena fissato al 2029.

Una nuova vita

«Non ho problemi ad ammettere quello che ho fatto, sto pagando per tutti i miei errori – ha aggiunto in udienza l’imputato, difeso dall’avvocato Maurizio Pettiti – e in carcere sto studiando per rifarmi una vita. Ma quel giorno non ci sono state minacce di morte».

La difesa

Il giovane ha chiesto scusa, ha ricordato il suo legale, ma per il fraintendimento sulla dinamica dei fatti, non perché ha ammesso le proprie responsabilità: «A processo abbiamo sentito parlare di frasi generiche che sarebbero state pronunciate sul pullman. Il comportamento del mio assistito è stato così grave da incutere timore ai controllori?». Questo l’interrogativo con cui si è chiusa l’arringa del difensore.

La sentenza

Poi il giudice Andrea Crema ha emesso il suo verdetto: multa per l’imputato e risarcimento di 250 euro per le parti civili, rappresentate dall’avvocato Alberto Caleffi.

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