VARESE – L’ospite alla tavola dei moderati che imbarazza la Lega. E alimenta il pettegolezzo nel centrodestra, tra gli alleati del Carroccio. Di per sé la notizia verrebbe derubricata dalle cronache politiche se non fosse che di mezzo ci sono l’ex candidato sindaco di Varese (e a lungo commissario della Lega Varesina e già deputato) Matteo Bianchi – invitato a intervenire al convegno organizzato da Noi Moderati – e la reazione del segretario provinciale del Carroccio e sindaco di Gallarate Andrea Cassani, sorpreso e stizzito di essersi ritrovato con un leghista dove, forse, non avrebbe dovuto esserci.
Ora, che tra i due – Bianchi e Cassani – non corra buon sangue lo sanno anche i muri interni alla Lega e non solo. Visto che l’ultima (in senso cronologico) lite viene a galla proprio negli ambienti politici gallaratesi. Del resto tutte le partite che si sono giocate dentro la Lega – dal congresso provinciale alle elezioni dei consiglieri a Villa Recalcati, fino al congresso nazionale della Lega Lombarda – ha visto i due su posizioni differenti.
I motivi delle frizioni tra i due leghisti sono insondabili. Però ci sono. E i ben informati – soprattutto lontano e con microfoni spenti – fanno trapelare la storia dello “scazzo” e raccontano di uno scambio di battute franco proprio sulla presenza al convegno di Noi Moderati di Bianchi. Questione che potrebbe essere un fuoco di paglia: come si è acceso si spegne. Fino al prossimo incendio. Oppure è l’ennesima fiammata in un duello che, se non viene raffreddato, rischia di scottare uno dei due. Oppure entrambi i duellanti.
Il congresso
Querelle di Bianchi a parte, nella sala convegni di Villa Recalcati, oggi, venerdì 10 gennaio, si è tenuto un interessante convegno politico sul ruolo dei moderati nella politica contemporanea. Un momento di riflessione e confronto organizzato da Raffaele Cattaneo e al quale hanno partecipato anche Maurizio Lupi, leader nazionale di Noi Moderati e Alessandro Colucci, segretario lombardo del partito.
L’abilità di Cattaneo è stata quella di mettere attorno al tavolo esponenti di differenti partiti e sensibilità con un unico denominatore comune: quello di essere uomini del dialogo oltre gli schieramenti di partito e di coalizione di appartenenza. Tra i relatori, infatti, c’erano Marco Magrini (presidente della Provincia) e Davide Galimberti (sindaco di Varese), che hanno portati i saluti confermando però la necessità di costruire ponti anziché steccati nell’agire politico. Ma anche i parlamentari, i consiglieri provinciali e regionali e i segretari di partito del territorio. Sono intervenuti: Mattia Premazzi (consigliere provinciale e da sempre d’area Cattaneo); Giuseppe Licata (consigliere regionale Forza Italia), Roberto Molinari (assessore Servizi Sociali Varese), Simone Longhini (segretario provinciale Forza Italia), Maria Chiara Gadda (deputata Italia Viva) e Andrea Pellicini (deputato e segretario provinciale di Fratelli d’Italia).
Tra il pubblico
Sala Ambrosoli senza nemmeno un posto libero a sedere e con un buon numero di persone in piedi. Presenze di differenti estrazioni politiche. Un buon numero di sindaci e amministratori locali con appartenenze di partito o di civismo diverse, ma… tutti moderati. Tanto che ognuno ha messo a posto la propria coscienza politica e giustificato la presenza indicando uno dei relatori invitati da Cattaneo: «Sono qui per ascoltare….». In platea anche esponenti del mondo della sanità varesina e del mondo del volontariato.
Infine il sale, che sta sempre sulla coda. In platea c’era anche Nino Caianiello, che ha subito scoperto le carte: «Sono qui con il don (Don David Maria Riboldi della Valle di Ezechiele e cappellano del Carcere di Busto ndr). Non si facciano illazioni sulla mia presenza». 
