VARESE – È stato il giorno della festa, con il viavai dei varesini che fin dal mattino hanno partecipato ai 13 tour guidati della struttura e con la presenza delle autorità che nel pomeriggio di oggi – sabato 20 settembre – hanno suggellato le celebrazioni ufficiali del centocinquantesimo anniversario. La Fondazione Molina si è aperta alla città (qui sotto il video dell’open day), per ripercorrere la sua storia e guardare verso il futuro.
Un video e due targhe
Ad aprire le celebrazioni il presidente Michele Graglia, affiancato dal direttore generale Carlo Nicora. «Abbiamo riflettuto sul cda su come festeggiare l’anniversario. Abbiamo voluto farlo sottolineando la vicinanza con la città». Un video ha ripercorso l’attività quotidiana che si svolge nelle strutture del Molina, la seconda Rsa più grande della Lombardia con circa 500 ospiti e 7 nuclei speciali. Quindi sono state svelate due targhe: la prima per Ambrogio Vaghi ed Elsa Briccola, per aver dato vita al parco di 25mila metri quadrati della fondazione. La seconda dedicata a Gianni Prevosti, “amico discreto e generoso di Varese con Te e della Casa del sollievo”. A chiudere la messa celebrata da don Franco Gallivanone.

Rsa del futuro
Nel mezzo gli interventi delle autorità, che hanno salutato lo storico compleanno. «In questo momento di grandi cambiamenti nell’assistenza sanitaria una struttura come questa è il modello di quello che sarà il futuro delle Rsa», ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ricordando le tante attività dagli ambulatori alle cure intermedie. Per il sindaco Davide Galimberti la sfida è «come riuscire a trasferire una parte del Molina nelle abitazioni dei nostri cittadini visto l’invecchiamento della popolazione». Quindi ha espresso «l’onore di aver nominato Bonoldi, Castelletti e Graglia, che hanno fatto un grande lavoro».
I presenti
«Questo luogo più che una struttura è una famiglia dove le persone sono col sorriso», ha detto il presidente della Provincia Marco Magrini che ha ricordato la collaborazione proficua con il dg Nicora durante il periodo del Covid. Quindi il prefetto Salvatore Pasquariello: «Qui da voi ne è passata di storia ma la cura verso le persone ha mantenuto costantemente un alto livello di professionalità e umanità. Vi auguro di poter continuare a dare questo segnale alla città». Tra i presenti anche il sottosegretario di Regione Raffaele Cattaneo, che da cattolico ha voluto sottolineare come il Molina incarni il valore evangelico della carità. «Qui si realizza quella solidarietà che è cuore della nostra tradizione cristiana. Visitando il nucleo Alzheimer o le cure palliative se ne coglie un esempio lampante». E ancora i consiglieri regionali Monti, Cosentino e Dell’Erba, gli assessori del Comune di Varese Civati, San Martino, Molinari e Dimaggio e i rappresentanti del mondo della sanità e del sociale.
150 anni di storia a Varese: il Molina è in festa. «Non è una residenza: è una casa»
varese molina modello rsa – MALPENSA24
