VARESE – Novità per la Fondazione Molina di Varese, che diventa ente del terzo settore. Cambiano così anche le modalità di nomina del cda, a partire dal rinnovo fissato al 2028. Oltre a sindaco e prevosto, che già oggi hanno voce in capitolo, la scelta dei componenti dell’organo di governo della Rsa verrà allargata anche a Camera di Commercio e Università dell’Insubria.
Il Molina diventa un Ets
L’ha reso noto la fondazione con un comunicato nel pomeriggio di oggi, lunedì 22 dicembre. Completata la registrazione al Registro unico nazionale del terzo settore, la Fondazione Molina assumerà il titolo di Ets, che non modifica la missione della struttura che continuerà ad essere al servizio degli anziani e della fragilità. Come testimoniato dai recenti eventi per festeggiare i 150 anni di storia, l’obiettivo sin da subito del consiglio di amministrazione è stato quello di riportare il Molina al centro dell’interesse della comunità varesina aprendo le proprie porte alla cittadinanza e trasmettendo un segnale di presenza concreta sul territorio. Coerentemente il cda ha deciso di adeguare le norme statutarie di designazione dei membri del consiglio stesso.
Come cambiano le nomine
In particolare, all’articolo 10, si è valutata l’esigenza di garantire la presenza all’interno del prossimo consiglio di competenze ed esperienze differenziate negli ambiti gestionale-organizzativo, giuridico-amministrativo, economico-finanziario e socio-sanitario con particolare attenzione al terzo settore. Alla scadenza dell’attuale cda in carica, prevista nell’anno 2028, il prossimo consiglio di amministrazione, sarà quindi composto da 5 membri di cui 2 indicati dal sindaco di Varese; 1 indicato dal prevosto; 1 indicato dal rettore dell’Università dell’Insubria; 1 indicato dal presidente della Camera di Commercio. Alla prima seduta di consiglio verrà nominato il presidente tra i 5 consiglieri.
Il legame con la città
Il sindaco di Varese Davide Galimberti commenta così: «La Fondazione Molina, in occasione del suo 150esimo anniversario, mostra di essere una realtà sempre più connessa alla città di Varese. Tramite questo intervento in futuro potrà aprirsi ulteriormente alle diverse realtà del territorio consolidando, in questo modo, le collaborazioni già attive in ambito assistenziale, scientifico ed economico. Un percorso che consentirà alla fondazione di rafforzare il legame con la città». Il presidente Michele Graglia aggiunge: «Il lavoro di revisione dello statuto svolto dal consiglio di amministrazione rappresenta, oltre all’adeguamento normativo previsto, un significativo impulso verso una visione orientata al futuro del ruolo del Molina, sempre più asset strategico del territorio varesino».
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