VARESE – Altro che forbici. La Finanziaria è stata fatta con la mannaia. E a lasciarci le penne «saranno i servizi sociali dei Comuni, i quali nel 2024 avranno enormi difficoltà nel garantire servizi e sostegno alle fasce più deboli della cittadinanza». A lanciare l’allarme è Roberto Molinari, assessore ai Servizi sociali, il quale spulcia alcune voci inerenti la manovra economica in approvazione a Roma senza riuscire a vedere qualche spiraglio di luce.
«Più che preoccupati»
«La prima cosa che balza all’occhio – attacca l’assessore – è l’assenza di risorse alla riforma dell’assistenza alla non autosufficienza. Oltre fatto che non ci sono nemmeno i decreti attuativi per mettere a terra questa riforma. A sottolineare questa mancanza e a definire quanto è grande è stato il Sole24Ore, non un giornale estremista, il quale dice che la riforme interessa 3,8 milioni di persona e che si arriva a 10 milioni di italiani se si contano i famigliari».
Tagli pesanti sono stati fatti anche per la disabilità: «104 milioni tolti a questa voce – continua Molinari – oltre alla decurtazione dei fondi per il sistema integrato di educazione e istruzione da 0 ai 6 anni dove servirebbero 130 milioni».
Quello che non ho
«Oggi l’Italia non ha un fondo per i servizi di neuropsichiatria infantile ed è priva di un piano generale per il sostegno della salute mentale. Mancano fondi, manca personale e anche in Regione Lombardia è considerata l’ultima ruota del carro del sistema sanitario. Non solo, ma i Comuni non hanno voce in capitolo, ma corrono il rischio di ritrovarsi con la patata bollente tra le mani».
A tutto questo occorre poi accostare il tema “casa”. «Fondo affitti? Non pervenuto. Fondo morosità incolpevole? Idem. Se poi – prosegue l’assessore varesino – aggiungiamo che manca un piano per l’edilizia popolare e il sostegno abitativo si intuisce che le prospettive saranno devastanti e che i Servizi sociali e le amministrazioni locali si ritroveranno a dover far fronte a grossi problemi senza soldi e risorse umane».
Il quaderno delle doglianze dell’assessore Molinari è lungo. «Questa volta però – conclude – non si può dare la colpa a Draghi come è stato fatto l’anno scorso. Questa è la Finanziaria firmata da Meloni e Salvini e il rischio concreto è quello della macelleria sociale. E davanti a questo quadro è evidente la preoccupazione degli amministratori locali. Non avremo mezzi economici a sufficienza per rispondere ai crescenti bisogni della gente».
