Omicidio Limido, Manfrinati chiede perdono al figlio: «Ero a fine corsa»

Nella foto da sinistra Marco Manfrinati, Lavinia Limido e il padre Fabio Limido

VARESE – «Ti chiedo di aspettarmi amore mio, sto arrivando». Le spontanee dichiarazioni rese in apertura d’udienza oggi, venerdì 19 dicembre, davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Varese presieduta da Andrea Crema (Stefania Brusa a latere), sono una lunga lettera al figlio. Manfrinati, a processo per l’omicidio dell’ex suocero Fabio Limido e il tentato omicidio dell’ex moglie Lavinia Limido, consumatisi il 6 maggio 2024 in via Menotti a Varese, ha sempre indicato la separazione forzata dal bambino quale origine del suo comportamento.

Non ho ancora elaborato tutto

Oggi l’imputato, che prima di iniziare a leggere la lettera si è voltato verso il fondo dell’aula dove stavano la madre e il fratello, salutando e alzando il pugno non in segno di vittoria ma quasi come fosse un modo per darsi e dare forza, ha spiegato alla corte di aver intrapreso in carcere un percorso di psicoterapia. Di non essere ancora riuscito ad affrontare tutto quanto accaduto, di ricordare ciò che è successo ma «mi hanno detto che ricordo cose sbagliate», ha detto nella lettera che spera un giorno il figlio potrà leggere. «Non ho ancora elaborato tutto – ha aggiunto Manfrinati – Una sola cosa mi è chiara: il mio amore per te». L’imputato ha ripercorso i momenti felici con il figlio, «ti amavo anche quando eri soltanto un’idea. Quante notti ho passato sentendo il tuo respiro e il cuoricino. Ed ero l’uomo più felice del mondo». Poi la separazione.

Mi sento in colpa

«Tutto è cambiato», Manfrinati scrive del dolore della separazione, la speranza di poter rivedere il figlio. Speranza che crolla: «a inizio maggio è diventato tutto nero – ha detto Manfrinati – Io mi scuso, mi scuso soprattutto con te. Ho lasciato che la rabbia prevalesse sull’amore per te. E ho peggiorato le cose. Ho sbagliato e mi sento in colpa, soprattutto verso di te. Ma ero a fine corsa, mi spiace non essere riuscito a resistere per te. 2mila hanno fa è stato detto – ha concluso Manfrinati citando il Vangelo – A chi ha amato molto, molto sarà perdonato. A chi poco è perdonato, poco ha amato».

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