Varese, colpi ai distributori in Svizzera: chiesti 6 anni per rapinatore seriale

VARESE – Tre rapine e due episodi di ricettazione. Sono i capi di imputazione contestati a un varesino di 40enne, con precedenti, per il quale il pubblico ministero Maria Claudia Contini ieri, martedì 4 febbraio, ha chiesto una condanna a sei anni e sei mesi davanti al tribunale di Varese. Richiesta contestata dall’avvocato difensore Corrado Viazzo che per le tre rapine invoca il ne bis in idem: «il principio vale anche a livello internazionale».

Le rapine in serie

Perché le tre rapine, commesse in concorso, il 40enne le avrebbe commesse in Svizzera, tutte ai danni di distributori di carburante a Brusino Arsizio, tra il 2017 e il 2018. Rapine violente, in un caso una dipendente della piazzola di rifornimento fu minacciata con una pistola alla testa, in un altro un’altra dipendente fu stretta al collo e ancora i rapinatori non disdegnavano l’uso di un coltello per convincere le vittime a consegnare i soldi. Le due ricettazioni, nell’ordine di una Fiat 500 e di due targhe rubate, si sono consumate in Italia.

La condanna in Svizzera

Il nodo è relativo alle rapine. Il Pm ha infatti chiesto una condanna piena. «Non tenendo conto – precisa Viazzo – Che il mio assistito per quei fatti è già stato condannato a tre anni dalla giustizia svizzera. E’ un palese caso di ne bis in idem; non è possibile essere condannati due volte per gli stessi fatti. Un principio che vale anche a livello internazionale. Per i due episodi di ricettazione ho chiesto che vengano giudicati in continuato». L’ultimaparola spetta al tribunale.

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