Varese casa delle barche storiche. «Così restauro la nave dell’ammiraglio Nelson»

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Leonardo Bortolami alle Ville Ponti ha raccontato il lavoro di restauro della leggendaria HMS Victory

VARESE – In pochi anni è cresciuto fino a diventare il più importante convegno nazionale dedicato alle imbarcazioni d’epoca. L’appuntamento con “Tra Legno e Acqua” si è rinnovato con la sua decima edizione, un anniversario tondo celebrato con una nuova sede, le Ville Ponti di Varese, che oggi – sabato 25 gennaio – hanno ospitato i lavori. Tra le voci l’interessante testimonianza di Leonardo Bortolami, architetto italiano impegnato nel restauro della leggendaria Hms Victory, la nave dell’ammiraglio Nelson (qui sotto l’intervista) e della Battaglia di Trafalgar.

Un restauro storico

Bortolami, originario di Padova, si è prima laureato in architettura e poi specializzato in design navale e nautico, per poi svolgere un dottorato di ricerca sul restauro delle barche storiche. Ed è anche maestro d’ascia: una preparazione che lo ha reso la figura ideale per occuparsi della gestione del team di carpentieri attivo a Portsmouth in Inghilterra nelle attività di restauro e conservazione della storica imbarcazione, costruita nel 1765. «Abbiamo un team di 30 persone, di cui circa 20 sono carpentieri e stiamo eseguendo un lavoro che punta alla conservazione della nave per i prossimi 50 anni», ha spiegato. Il restauro è iniziato nel 2022 e durerà 12 anni, per un costo previsto di 45 milioni di sterline. Durante le attività la nave-museo resta visitabile dal pubblico. «La carenza di maestri d’ascia e la scarsità dei materiali come si reperivano una volta all’epoca della costruzione sono due delle sfide più grandi che dobbiamo affrontare», ha raccontato al pubblico. «È un’opportunità unica nella vita e nella carriera: sono estremamente felice di far parte di questo progetto».

Tradizione e futuro

Il convegno promosso dalla Fondazione Officine dell’Acqua a Varese ha celebrato il fascino della marineria tradizionale. «È diventato l’appuntamento che raduna tutti gli appassionati e i professionisti del settore che si occupano di imbarcazioni d’epoca e di valore storico del rapporto tra l’uomo e l’acqua», ha commentato Paolo Sivelli, presidente delle Officine dell’Acqua. Un mondo non solo maschile, come emerso dalla testimonianza di Gaja Brojanigo che ha parlato del ruolo delle donne nella costruzione delle barche. O ancora del sottotenente di vascello Aurora Esposito che ha raccontato il tour dell’Amerigo Vespucci intorno al mondo.

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