VARESE – Il ricordo dell’Ottobre di sangue varesino torna per commemorare i partigiani caduti nel tragico autunno del 1944. Appuntamento sabato 18 e domenica 19 per «non dimenticare il sacrificio dei combattenti per la libertà e la democrazia», spiegano gli organizzatori. «Mantenere vivo il ricordo rappresenta, oltre che un doveroso omaggio alla loro memoria, un rinnovato impegno in difesa della Costituzione nata dalla Resistenza, per la giustizia sociale e la pace nel mondo». A presentare gli eventi in programma – questa mattina, martedì 14 ottobre – il sindaco Davide Galimberti, l’assessore alla Cultura, Enzo Laforgia; il presidente di Anpi Varese, Rocco Cordì e il coordinatore di Anppia, Alberto Tognola.
Il programma
Le celebrazioni inizieranno alle 10 di sabato 18 ottobre con “Percorsi resistenti, quattro passi per rinfrescare la memoria”. La passeggiata partirà da Palazzo Estense, snodandosi lungo via Marcobi, corso Matteotti, largo Resistenza, via Veratti, via Morandi e via Dante. Ad ogni stazione saranno illustrate le vicende del periodo. Sarà inoltre consegnato gratuitamente ai partecipanti un opuscolo di 40 pagine, edito per l’occasione da Anppia, Anpi sezione Varese e istituto Calogero Marrone. Durante la giornata, ci sarà anche spazio per la deposizione dei fiori nei luoghi di ricordo dei partigiani caduti.
La ricorrenza ufficiale si terrà, invece, domenica 19 ottobre, con la deposizione della corona di alloro al monumento di Largo Resistenza. Poi, in sala Montanari, spazio ai saluti istituzionali del prefetto Salvatore Pasquariello, del primo cittadino, dell’assessore Laforgia e del presidente di Anpi Cordì.
L’Ottobre di Sangue
L’Ottobre di Sangue fa riferimento all’autunno del 1944, quando – nella Varese occupata – si scatenò una feroce caccia all’uomo, con tragiche conseguenze per le formazioni partigiane. Il bilancio fu pesantissimo: fucilati dodici partigiani della Formazione autonoma Lazzarini di Luino, tre alle bettole di Varese; assassinato Walter Marcobi (comandante della 121esima Brigata Garibaldi) e due suoi compagni; oltre a René Vanetti comandante della 148a brigata Matteotti. Arrestati altri cinquanta, alcuni dei quali deportati in Germania.
“Non per coraggio, per incoscienza”. Il ricordo del partigiano sommese Giusti
