VARESE – Una rissa scoppiata in via Como dopo il termine del “Varese Block Party” ha segnato la conclusione della manifestazione organizzata dal Comune di Varese e da Informagiovani con il coinvolgimento di una trentina di associazioni giovanili e band locali. L’evento, promosso per rilanciare via Como dopo i recenti episodi di microcriminalità, è degenerato poco dopo la mezzanotte con calci, pugni e lancio di oggetti, come mostrano alcuni video diffusi sui social.
Ferito un 20enne
Intorno alle 00.30 di oggi, domenica 26 luglio, sono intervenute le Volanti della Questura e un’ambulanza. Un ventenne, rimasto ferito, è stato trasportato in codice giallo all’ospedale di Circolo. Via Como rientra tra le “zone rosse” individuate dalla Prefettura, dove sono previsti controlli rafforzati e misure come ordini di allontanamento e Daspo urbani. Sono in corso gli accertamenti necessari ad individuare i partecipanti al pestaggio.
Braccio di ferro contro i delinquenti
L’episodio ha innescato un acceso scontro politico. Il consigliere comunale della Lega Stefano Angei ha annunciato un’interrogazione urgente sulla gestione dell’ordine pubblico durante la manifestazione. «I commercianti e i titolari dei bar della zona hanno aderito a un protocollo di sicurezza, rispettando il divieto di vendita d’asporto e pagando la vigilanza privata. È singolare che una rissa scoppi proprio dopo un evento promosso dall’amministrazione», dichiara Angei, chiedendo se siano stati somministrati alcolici e quali fossero i presidi predisposti. «Via Como non si affronta con eventi estemporanei, ma con una presenza costante e un braccio di ferro determinato contro i delinquenti».
Autogol del Comune
Critiche anche da Futuro Nazionale. Il referente Piero Galparoli e la segretaria cittadina parlano di «guerriglia urbana» e accusano Palazzo Estense: «Pensare di bonificare una trincea come via Como con le band musicali e la vendita di alcolici è da irresponsabili. L’evento si è rivelato un autogol che ha gettato benzina sul fuoco». Il movimento chiede tolleranza zero, l’applicazione del Daspo urbano, lo stop a manifestazioni analoghe prive di adeguate misure di sicurezza e presidi militari fissi nell’area delle stazioni.
