di Marco Bordonaro*
Ho letto con piacere il bell’editoriale di Massimo Lodi sul “mancato rilancio” del Sacro Monte, e con meno piacere la replica del Sindaco di Varese, per cui il Sacro Monte sarebbe una priorità della sua amministrazione. È un peccato che non sia stato, però, una priorità per gli oltre otto anni di governo della Giunta di sinistra che tuttora guida il Comune di Varese, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Il Sacro Monte, patrimonio Unesco e luogo unico per il suo significato religioso, culturale, architettonico e naturalistico è indubbiamente il più bel gioiello che la nostra città ha da offrire e il suo sviluppo – pur nel rispetto delle peculiarità del luogo – sarebbe un volano per l’auspicato rilancio dell’intera città. Le soluzioni, però, andrebbero cercate e trovate con chi il Sacro Borgo lo vive: residenti, enti ed associazioni ad esso legate e rappresentanti del mondo produttivo attraverso lo strumento degli Stati Generali, promessi a più riprese dalla maggioranza di sinistra ma mai convocati.
Forse, in questi tanto auspicati Stati Generali, la giunta sarebbe costretta a confrontarsi sulla necessità di prendere delle decisioni ragionevoli e, quindi, di scontentare qualche sostenitore; in particolare, s’irriterebbe quella piccola lobby pseudo-ambientalista il cui unico obiettivo è combattere le automobili, ostacolandone la circolazione e tentando di educare in modo sovietico i cittadini a non utilizzarle, con alternative spesso inesistenti se non estremamente svantaggiose e penalizzanti. Il timore costante è di essere diventati tutti ostaggio di queste frange estremiste in ogni singola decisione che riguardi il futuro di Varese; il mancato sviluppo del nostro Sacro Monte è solo uno dei tanti danni collaterali di questa impasse che riguarda il centrosinistra e, di conseguenza, tutti noi.
Creare alcuni piccoli parcheggi, a bassissimo impatto paesaggistico, sia alla Prima Cappella che sulla cima a favore di visitatori, turisti, residenti non potrebbe invece che dare respiro ed essere un primo passo verso la progettazione di altre iniziative altrimenti impossibili se manca l’accessibilità – anche serale – con ogni mezzo di trasporto, secondo libera scelta d’opportunità e comodità di chi ci onora della sua visita, spesso anche provenendo da luoghi molto lontani.
I luoghi sacri sono per definizione di tutti: rendere difficile la fruizione del nostro Sacro Monte significa non tutelarlo, lasciare che lentamente agonizzi e, nei fatti, non amarlo come si dovrebbe.
*Segretario Lega Varese
