VARESE – Il matrimonio da incubo (per chi ha fornito la location) costa una condanna a quattro mesi in primo grado allo sposo ubriaco. La sentenza pronunciata oggi, lunedì 22 settembre, dal tribunale di Varese in costituzione monocratica. I fatti contestati al 35enne convolato a nozze risalgono al settembre 2021.
Il vino è finito
A raccontare cosa accadde durante quel ricevimento organizzato in un’elegante villa sul lago di Varese era stata la stessa proprietaria della location. Lo sposo, accusato di minaccia, tentata violazione di domicilio e danneggiamento, si era presentato già ubriaco – così come parecchi degli invitati – alla festa. QuaNdo il 35enne ha capito che il vino era finito, o meglio che a taglio della torta avvenuto non sarebbe più stato servito vino, ha perso anche l’ultimo barlume di controllo iniziando ad inveire contro la padrona di casa, insultandola e dicendole “ti taglio la testa”, mimando il gesto.
La pipì in piscina
Uno sposo furibondo che ha poi preso di mira le cose che trovava attorno a sé, cercando inoltre di raggiungere l’appartamento della proprietaria della villa. Tutto intorno il degenero: caos sul terrazzo, atteggiamenti fuori luogo con i camerieri, persone che ballando in giardino, ad un certo punto, avevano iniziato ad urinare nella piscina. La denuncia era scattata in automatico e dopo il processo per lo sposo ubriaco è arrivata la condanna a 4 mesi, uno in più rispetto ai tre chiesti dal Pm.
