VARESE – Il poverello d’Assisi, l’ecologista, il pacifista: così viene comunemente tratteggiata l’immagine di San Francesco. Un personaggio approfondito ieri – martedì 7 aprile – da Davide Rondoni, scrittore, poeta e presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario dalla morte di Francesco, invitato a Varese dal Centro culturale Massimiliano Kolbe.
«La vita è una ferita»
Stimolato dalle domande del presidente del Kolbe, Nicola Sabatini, Rondoni ha ripreso e sottolineato molti aspetti affrontati nel suo ultimo libro sul santo “La ferita , la letizia” edito da Fazi. «Tutta la vita è una ferita – ha esordito Rondoni –, per vivere lieti occorre fondare la vita su qualcosa che possa reggere anche di fronte ai fatti più dolorosi. E per Francesco è solo l’Altissimo, l’Onnipotente e il Buono. Solo questo può portare letizia vera». «San Francesco – ha aggiunto Rondoni – era certamente un uomo di pace, ma la vera pace non è un tregua. È fondata sul perdono, e può essere data solo dal Risorto».
Pace e misericordia
La serata, svoltasi nella sala dell’Amministrazione provinciale di Varese, è stata arricchita dalla lettura di alcuni brani di Francesco contenuti nel libro su pace, umiltà, misericordia e povertà, tutti temi approfonditi da Rondoni. «La povertà in Francesco non è la miseria, come l’amore è diverso dal possesso. Se vogliamo imitare Francesco non dobbiamo pensare di dover vivere abbandonando tutto ciò che abbiamo, ma non concepirci come padroni di noi stessi. Siamo stati creati e la parola creatura implica che dipendiamo da Qualcuno che ci ha creato. Quindi la nostra vita è per se stessa un bene. Solo riscoprendo la parola “creatura” possiamo liberare i nostri giovani dall’ansia di prestazione».
Il rapporto con la Chiesa
Rispondendo alle domande del pubblico, Rondoni si è soffermato sul rapporto di Francesco con la Chiesa. «Lui stesso, fin dall’inizio ha sempre vissuto l’esperienza di Chiesa come compagnia, fraternità con i suo fratelli. Senza l’amicizia con i suoi frati, non sarebbe stata possibile l’esperienza di San Francesco». Infine, è stato ricordato che il 4 ottobre – grazie alla proposta avanzata da Rondoni e approvata all’unanimità dal Parlamento – tornerà ad essere festa nazionale a tutti gli effetti. «Ho cercato di far capire al parlamento – ha concluso lo scrittore autodefinitosi “cattolico di rito romagnolo” – che è meglio avere un patrono in cielo piuttosto che un padrone qui sulla terra».
A Busto la Marcia per la Pace. Dal Tempio civico ai Frati, nel segno di San Francesco
