Varese e Vercelli unite dalla startup del riso che rispetta l’ambiente

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VARESE – Un ponte tra due città nel nome del riso. È un’iniziativa partita da Varese e che coinvolge nello specifico il territorio di Vercelli quella che porta la firma della docente universitaria Anna Cecilia Rosso (nella foto sopra). “Quanto” è il nome della startup innovativa da lei fondata qualche anno fa in seno all’Università dell’Insubria. Ora c’è un nuovo progetto, quello di un riso ecosostenibile.

Nata all’Insubria

Quanto srl è nata nel 2021 come spin-off dell’ateneo di Varese e Como. Così viene presentata sul sito dell’Università: «Spin-off dell’Università degli Studi dell’Insubria dalla doppia finalità: da un lato punta a divulgare la ricerca scientifica attraverso un prodotto di largo consumo come il riso; dall’altro a finanziare quella stessa ricerca attraverso la vendita del prodotto. Il progetto punta ad avvicinare o riavvicinare le persone al mondo della ricerca scientifica, portandola fuori dalle aule dell’università». Con la startup la docente Anna Cecilia Rosso ha voluto unire una storica tradizione familiare (è originaria di Vercelli, e la sua famiglia sia da mamma che da papà produce riso da diverse generazioni) alla sua passione per la divulgazione dei valori della scienza.

Cibo e scienza

La start up che ha fondato con il marito Andrea Bracchi è di nicchia e produce poco più di 1000 scatole all’anno di riso. «La passione per il riso è nel mio dna e io l’ho coniugata con il mio amore per la scienza – dice la docente – mi sono resa conto che, per colpa di noi ricercatori, tutto quello che noi sappiamo e studiamo non viene recepito nella nostra società. Ho pensato allora ad un modo semplice e alternativo di portare i messaggi della ricerca, sfruttando la capacità aggregativa del cibo, in questo caso il riso. E così è nato QuantoRiso.com. Quanto non è solo riso, ma è anche un portale finalizzato alla divulgazione scientifica».

Il riso sostenibile

La start up produce tre tipologie di riso: il Carnaroli, il riso rosso integrale e il prodotto più innovativo, il riso nero Ebano Quanto. Cresce in modo biologico e veloce, è sostenibile, ha bisogno di poca acqua ed è naturalmente resistente alle malattie e parassiti, quindi non deve essere trattato. Per essere un riso medio ha una consistenza diversa rispetto ai soliti risi integrali grazie alla sua capacità di assorbire meglio i sughi. Inoltre dal punto di vista nutrizionale è molto bilanciato perché, così come il rosso, è un riso integrale. «È un’innovazione che piace tantissimo – conclude Anna Cecilia Rosso – ma la nostra ricerca non è finita. A breve introdurremo una nuova varietà di riso rosso Quanto, prodotto in maniera più sostenibile. Sarà annunciato nei prossimi mesi. Quindi non solo diffusione di conoscenza ma anche di nuovi prodotti che possano rispettare la natura».

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