VARESE – Un progetto per non lasciare sole le donne vittima di violenza. “Link”, questo il nome dell’iniziativa che nei giorni scorsi è stata presentata in prefettura alla presenza del prefetto Salvatore Pasquariello che nelle prossime settimane sarà rafforzato anche dalla firma di un protocollo di rete tra le tante realtà operative sul territorio.
I presenti all’incontro
Al tavolo erano presenti: il procuratore della Repubblica del Tribunale di Varese Antonio Gustapane, il direttore generale dell’Agenzia della tutela della salute dell’Insubria Salvatore Gioia e i rappresentanti delle Asst Sette Laghi e Valle Olona, dei Tribunali e delle Procure della Repubblica di Varese e di Busto Arsizio, dell’Ordine degli Avvocati di Varese, dei Comuni di Varese e Busto Arsizio, della Questura, del Comando provinciale dei Carabinieri, della “Fondazione Felicita Morandi” e della Cooperativa “Lotta contro l’emarginazione”.
Nell’occasione, Giuseppe Calicchio, direttore sociosanitario di Asst Sette Laghi, ha inizialmente evidenziato come le strutture ospedaliere (Varese – Ospedale di Circolo, Varese – hub regionale materno-infantile Ospedale Del Ponte, Tradate, Angera, Cittiglio e Luino), ed ancor più i servizi di Pronto Soccorso, denuncino l’importante numero di prese in carico di donne vittime che, per varie ragioni, non si rivolgono ai servizi “specialistici” del territorio (i Cav – Centri Antiviolenza) e alle Forze dell’Ordine.
Violenza di genere: i numeri sommersi
Uno degli scopi principali di Link è quello di riuscire ad agganciare le donne vittime di violenza che percepiscono il chiede aiuto come un muro invalicabile. Ed è stato proprio Calicchio ha sottolineare che l’esperienza di questi anni, e in particolare dell’ultimo anno (giugno 2023 / giugno 2024) con l’operatività sperimentale del progetto “La Casa della Nutrice” (finanziato dalla Regione Lombardia e terminato il 30 giugno 2024, attualmente in regime di proroga sino a fine dicembre), ha fatto emergere alcuni assi evolutivi e innovativi che sorreggono l’architettura del progetto Link.
Tra questi: la necessità di un servizio che non sia fisicamente da raggiungere ma che raggiunga la donna vittima di violenza laddove è presa in carico per l’emergenza sanitaria; la necessità di un servizio che favorisca la donna vittima di violenza nel non perdersi nelle “terre di mezzo” tra l’accesso ai servizi sanitari (PS e reparti ospedalieri), ed i servizi “specialistici” territoriali della Rete Territoriale Interistituzionale Antiviolenza (RIV) e i servizi della tutela giudiziaria; la necessità di un servizio con la professionalità appropriata per far emergere da cripto-maltrattamenti e accompagnare le donne con “fatiche o resistenze socio-culturali” nel percepire i servizi della RIV come opportunità.
Consolidare la rete antiviolenza
Infine ha reso noto che il progetto Link si pone l’obiettivo di creare un “legame” tra i servizi “specialistici” territoriali Una rete che comprende la Riv (Rete Territoriale Interistituzionale Antiviolenza) di Varese, i servizi sanitari (clinici e professionisti sanitari dei PS aziendali e dei reparti ospedalieri, con particolare attenzione alla medicina, alla ginecologia e alla traumatologia; nonché i professionisti psico-sociali aziendali, psicologia clinica e servizio sociale ospedaliero); i servizi territoriali e della pianificazione zonale (consultori familiari pubblici e privati e i servizi sociali comunali; gli Ambiti territoriali di Varese, Arcisate, Azzate, Cittiglio, Luino, Sesto Calende e Tradate); i servizi della tutela giudiziaria e del ripristino della legalità (la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Varese che, in questi ultimi mesi, ha ampiamente disciplinato i percorsi di denuncia e accompagnamento territoriale alla denuncia, tanto con specifiche direttive quanto con l’attivazione di un servizio protetto di ascolto/raccolta delle denunce presso i locali della medesima Procura; il Tribunale di Varese, Settore Civile – Sezione I Persone e Famiglia).
Il progetto Link mira ad abbattere ed evitare la ricorrenza del fenomeno della dispersione delle donne vittime di violenza nelle “terre di mezzo” tra l’uscita/dimissione dalle strutture ospedaliere e dai servizi di ps della Asst, e i servizi “specialistici” territoriali della Riv e il segmento dei servizi della tutela giudiziaria.
Link sarà supportato da un protocollo operativo di rete di cui la Prefettura di Varese costituirà il punto di riferimento come quadro generale, per garantire che l’organizzazione rimanga agile ed efficace.
Si terrà nelle prossime settimane la riunione per la sottoscrizione del protocollo operativo.
