Varese ricorda le vittime omosessuali della Shoah. «Dovere politico e umano»

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Da sinistra De Tomasi, Galimberti, Dimaggio e Boschini

VARESE – In vista delle celebrazioni del Giorno della Memoria Arcigay Varese ha commemorato questa mattina – sabato 24 gennaio – le vittime omosessuali delle persecuzioni nazifasciste, ricordando chi è stato perseguitato, internato e ucciso perché considerato “diverso”. La cerimonia si è svolta presso la targa commemorativa ai Giardini Estensi che ricorda i triangoli rosa.

Il contesto storico

Nei campi di concentramento nazisti il triangolo rosa identificava principalmente uomini perseguitati in base al paragrafo 175 del codice penale tedesco, che criminalizzava l’omosessualità. Il triangolo nero marchiava invece le persone considerate “asociali”, una categoria ampia che includeva, tra le altre, donne lesbiche, persone trans e chi non si conformava ai modelli di genere e comportamento imposti dal regime. Secondo le ricerche storiche raccolte dallo United States Holocaust Memorial Museum e dagli archivi federali tedeschi (Bundesarchiv), circa 100mila uomini furono arrestati in Germania tra il 1933 e il 1945 per violazione delle leggi anti-omosessuali. Di questi, tra 5mila e 15mila furono deportati nei campi di concentramento nazisti e contrassegnati con il triangolo rosa. Non esiste un numero definitivo delle vittime decedute, a causa della distruzione parziale degli archivi e della classificazione non sistematica dei prigionieri, ma si stimano tassi di mortalità particolarmente elevati tra questi deportati.

La commemorazione

Per l’associazione è intervenuto il presidente Giovanni Boschini. «Gli orrori che vediamo ancora oggi nel mondo non ci consentono di dimenticare – ha detto – non possiamo permetterci una memoria rituale o svuotata di significato: ricordare significa prendere posizione, scegliere da che parte stare, riconoscere le responsabilità del passato per non ripeterle nel presente». Per Arcigay Varese «ricordare è un atto politico. Perché certi orrori non si ripetano mai più». Presenti alla commemorazione anche il sindaco di Varese Davide Galimberti e l’assessora alle pari opportunità Rossella Dimaggio, la presidente di Anpi provinciale Ester De Tomasi e l’associazione Agedo.

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