Vera inclusione è vero lavoro. Con Solidarietà e Servizi i disabili digitalizzano una biblioteca

di Sarah Zambon

BUSTO ARSIZIO – Un progetto di ampio respiro, che unisce il mondo del “profit” a quello del “no profit” per diffondere e perfezionare il concetto di inclusione sociale: presentato il 18 ottobre il lavoro di inventariazione e digitalizzazione del patrimonio librario della Biblioteca Popolare di Rho, firmato dalla cooperativa sociale Solidarietà e Servizi di Busto Arsizio. Ad illustrare l’iniziativa, anche Franco Maruccio, responsabile delle relazioni industriali di Confindustria Varese e l’assessore alle politiche sociali del Comune di Rho, Paolo Bianchi.

Le aziende coinvolte

Nell’ambito del “Progetto Sociale al Quadrato” e con la collaborazione di tre aziende del territorio varesino iscritte a Confindustria, si è resa possibile l’assunzione, all’interno della cooperativa sociale bustocca, di quattro lavoratori disabili, appositamente formati e coordinati da due archiviste responsabili del reparto Gestione Documentale.

Nel caso specifico, a sponsorizzare l’iniziativa sono Làmikos srl di Biandronno, Tenova di Castellanza e Tessuti Cuccirelli & C. di Busto Arsizio, che si sono impegnate attivamente nel “Progetto Sociale al Quadrato”. Che, come ha spiegato Raffaella Cirillo, responsabile collocamento mirato disabili della Provincia di Varese, «vuole andare oltre: si tratta di un modello innovativo di convenzione sull’articolo 14 della “Legge Biagi”, nato da una sperimentazione partita nel 2019, in cui l’oggetto della commessa non ha a che fare con l’attività svolta dall’azienda, ma è un servizio a valenza sociale e territoriale, rilevante per tutta la comunità». Questo permette alle aziende di ottemperare agli obblighi di assunzione di persone con disabilità, affidando una commessa di lavoro e stipulando una convenzione con una cooperativa sociale di inserimento lavorativo.

La Biblioteca Popolare di Rho

La storica Biblioteca Popolare di Rho APS è sul territorio dal 1908: in posizione centralissima e vicina a diversi istituti scolastici, è sempre stata luogo di incontro e punto di riferimento per la diffusione della cultura anche tra le giovani generazioni. In questo momento, la sede storica che la ospita è oggetto di ristrutturazione all’interno del progetto che sta coinvolgendo l’intero centro della città e deve, quindi, organizzarsi per trasferirsi in una sede temporanea, in attesa della realizzazione del nuovo centro civico, dietro all’attuale municipio. «Stiamo attraversando una delicata fase di transizione – testimonia Andrea Pessina, presidente della Biblioteca rhodense – se da un lato avevamo necessità di trovare un luogo dove “stoccare” momentaneamente parte del nostro patrimonio, dall’altro abbiamo colto questa occasione per ripensare a una fruizione diversa dei nostri testi, tramite un’operazione di digitalizzazione professionale delle nostre opere. L’incontro con Solidarietà e Servizi è stato provvidenziale: abbiamo trasferito presso la loro sede parte del nostro patrimonio librario e affidato loro la commessa per la digitalizzazione di molte delle nostre opere».

Il patrimonio librario

Si tratta di un patrimonio costituito non solo da libri storici, ma anche da quotidiani, periodici, lucidi, mappali: tutti documenti che sono fuori formato e che possono essere digitalizzati solamente con attrezzature professionali: «a fine progetto (l’impegno durerà due anni), saremo in grado di rendere i testi fruibili ad un pubblico sempre più vasto ed organizzare laboratori di storia locale, tour della memoria, percorsi di visite storico artistiche sul territorio, mostre temporanee e molto altro, come abbiamo sempre fatto e continueremo a fare, perchè fa parte del nostro DNA».

Il materiale protagonista del progetto

In Solidarietà e Servizi sono arrivati 14 bancali: 600 volumi del fondo antico, 8.200 volumi del patrimonio pregresso e 1.000 fascicoli del fondo periodici locali per un totale di 42.700 scansioni da effettuare con le più moderne tecnologie. «Per seguire questa commessa – racconta Giorgia Bombelli, coordinatrice del Centro Documentale di Solidarietà e Servizi – abbiamo assunto quattro lavoratori appartenenti alle categorie protette che si occuperanno dell’intero processo, con la nostra supervisione. Utilizzeremo uno scanner planetario professionale Metis Systems». Il progetto durerà due anni.

Il lavoro

«Siamo già a buon punto con il lavoro di indicizzazione – prosegue la coordinatrice – e abbiamo iniziato questo mese la digitalizzazione vera e propria. È un lavoro impegnativo, che richiede metodo e precisione, ma che ci sta regalando anche grandi soddisfazioni. Ci capita spesso di imbatterci in testi del 1500 e ogni tanto ci capita di trovare qualche “chicca”, come un’edizione antica di una Bibbia ebraica, i libretti d’opera di inizio ‘900, una raccolta di poesie in russo e italiano del poeta Majakovskij, edita da una piccola casa editrice di Berlino negli anni della repubblica di Weimer, una raccolta di poesie di Ada Negri autografate dalla poetessa, alcuni libri illustrati di Emilio Salgari, una rara edizione italiana del carteggio tra Rainer Maria Rilke e Catherine Pozzi».

Il valore aggiunto di Solidarietà e Servizi

Questo è un vero e proprio progetto “win win”, dove «è tangibile il ritorno per tutti: la biblioteca, le aziende, i lavoratori con disabilità e i cittadini», ha evidenziato Domenico Pietrantonio, presidente del Consiglio di Gestione della Solidarietà e Servizi: «quando ci si mette insieme, non si aggiungono delle risorse, ma si moltiplicano: la collaborazione, o meglio la partnership, tra 3 aziende “for profit”, la Provincia tramite il Collocamento Mirato Disabili, una cooperativa sociale come la Solidarietà e Servizi, – che in questi giorni festeggia il 45° anniversario – permette di dare una risposta “sistemica” ad una pluralità di bisogni ed obiettivi: un lavoro vero per le persone disabili, un servizio in questo caso alla comunità di Rho, che potrà beneficiare della digitalizzazione di alcune opere, la responsabilità sociale delle imprese, le quali anche in questa occasione dimostrano che le aziende sono un “bene comune”. Mi auguro che questa partnership si possa ulteriormente replicare, come già avvenuto a Busto Arsizio, per l’attività di digitalizzazione della biblioteca capitolare della Parrocchia San Giovanni».

Busto, Biblioteca Capitolare digitalizzata grazie a un progetto di inclusione sociale

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