Vesna Pavan, l’artista che gioca con colori e materiali alla ricerca del senso

vesna pavan bruno

di Angela Bruno

E’ consolidata tradizione di Milano di essere il luogo dove se si ha un’idea vi è, tuttora, la possibilità concreta di potere avere una opportunità di affermazione o per lo meno di trovare uno spazio di realizzazione. E questo sembra anche il percorso della pittrice ed art designer friulana Vesna Pavan, 42 anni, figlia d’arte, che da quel di Spilimbergo (Pordenone) è venuta a vivere nel capoluogo lombardo fino a diventare milanese d’adozione. Creativa, vulcanica, eclettica, sperimentatrice, attenta alla realtà e al mondo che la circonda, sensibile ai problemi sociali e a quelli specifici delle donne, l’artista spazia su più generi e ha al suo attivo davvero tante mostre (la prima nel 1992, a soli 16 anni) e iniziative.vesna pavan bruno

A giugno, solo per parlare delle sue più recenti attività, ha proposto dieci opere in cui l’arte figurativa di ispirazione russa incontra la memoria dei luoghi, restituendo al pubblico l’immagine di monumenti del ‘400 e ‘500 che oggi non esistono più, ma la cui energia è ancora presente. L’occasione è stata la rassegna ‘Vox Animae-L’arte come Voce dell’anima’ all’interno della chiesa Santa Maria Gualtieri di Pavia. Ha proposto il ciclo pittorico dal titolo ‘I Guardiani’: una sorta di realtà parallela – nell’intento dell’artista -, un mondo spirituale italiano e russo, un viaggio introspettivo attraverso le immagini, che porta l’osservatore a percepire la saggezza antica che esse esprimono. “‘I Guardiani’ – spiega – rappresentano la percezione e la conoscenza, padroni di luoghi della mente e di emozioni. Gli elementi si uniscono nel loro esistere ricordandoci di essere in contatto con il tutto: unico organismo che pulsa e vibra, chiamato Vita”. La ricerca creativa che ha elaborato unisce influenze orientali e un esuberante tocco contemporaneo. Santa Maria Gualtieri è una chiesa sconsacrata che oggi ha la funzione di spazio espositivo. Fu consacrata da Papa Urbano II, nel 1096. L’attuale costruzione risale agli inizi del secolo XIII. La chiesa ha svolto la sua funzione religiosa fino al 1789.

A dimostrazione però che non vive solo nell’empireo dell’arte, Vesna Pavan ha realizzato una serie di t-shirt d’autore, limited edition, ‘anti-stupro’ per il progetto artistico-umanitario Red&Fuchsia sul tema della violenza sulle donne. Il ricavato della vendita è stato devoluto interamente a due associazioni umanitarie: Asfi (Acid survivors foundation India). e Asti (Acid survivors trust international) che soccorrono, curano e aiutano le donne che hanno subito violenza con l’acido, prestando assistenza socio-sanitaria per restituire loro una vita nuova.

A dicembre infine approda in Francia per la ‘First International Exhibition in Paris’ all’Espace Thorigny a pochi passi dal Musée Picasso. E’ l’occasione per ‘Trinity’ un’installazione composta da 25 opere appartenenti al ciclo Skin, creato nel 2014, dopo tre anni di ricerca sui materiali. Opere analoghe sono state esposte a Milano in ottobre in un luogo unico: lo studio Zecchillo, un tempo atelier di Piero Manzoni, che in passato ha visto le opere dei più grandi maestri dell’arte contemporanea.

I lavori Skin sono la messa in scena della figura femminile come materia liquida, che può essere vissuta e toccata. Colore colato, libero da qualsiasi supporto, elaborato e cristallizzato in un attimo preciso del suo tempo di essiccazione. La sperimentazione tecnico-pittorica inventata dall’artista in Skin è stata paragonata, da alcuni critici italiani alle avanguardie degli anni Cinquanta: dalle tele cauterizzate di Alberto Burri al dripping di Pollock, fino all’espressionismo astratto degli squarci cromatici di Clyfford Still, a cui si aggiunge quel di più pop, esclusivamente americano, di Claes Oldenburg o Robert Rauschenberg. Le opere realizzate con gli smalti plastici prendono forma e trasmettono un senso di equilibrio attraverso l’alternanza di pieni e vuoti. Insomma una pittrice e una art designer, ma anche molto di più, tutta da scoprire.

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