VISTO&RIVISTO Il thriller che strizza l’occhio ad Alfred Hitchcock

minchella visto rivisto

di Andrea Minchella

VISTO

THE BEAST IN ME, di Antonio Campos (Stati Uniti 2025, 8 x 41/54 min., Netlix).

Claire Danes non sbaglia un colpo. La ponderata scelta delle produzioni in cui decide di recitare trasforma le sue performances in un elemento prezioso e unico che arricchisce potentemente il film o la serie che la vedono protagonista. In “The Beast In Me” l’attrice newyorkese raggiunge livelli di capacità recitativa altissimi trasformando la protagonista della storia in un archetipo iconografico delle contraddizioni più profonde che si annidano in ogni essere umano. Il volto della Danes diventa lo specchio impetuoso dei rimorsi e del rancore, del dolore e della perdita. La serie, che si poggia su di una sceneggiatura scritta in maniera impeccabile, ruota attorno ad una vicenda inquietante e piena di elementi “thriller” che rafforzano una struttura drammaturgica già solida e suggestiva. La trama diventa un prisma potentissimo che riflette e amplifica i due personaggi principali dentro un labirinto soffocante e intricato fatto di sospetti, dubbi e bugie.

Claire Danes è Aggie Wiggs, una scrittrice con un successo letterario alle spalle in piena crisi creativa. La serie comincia con un dramma avvenuto qualche anno prima rispetto la narrazione presente che cambierà per sempre la vita e l’anima di Aggie. Il flusso narrativo si snoda perfettamente tra il presente e i continui “flash back” che, tassello dopo tassello, arricchiscono e plasmano la storia di Aggie e del potente Nile Jarvis su cui la scrittrice intende scrivere un libro complesso e veritiero. Nile, interpretato da un sorprendentemente superlativo Mattew Rhys, è un ricchissimo costruttore che nella Grande Mela sta per costruire una gigantesca opera abitativa. Nile va a vivere proprio vicino la splendida casa, fuori New York, che Aggie ha potuto acquistare grazie ai proventi del suo libro di successo di qualche anno prima. I due si conosceranno presto e Aggie, da subito, sarà completamente attratta dalla figura ingombrante e affascinante di Nile.

La sua iniziale reticenza si trasformerà in una curiosità quasi ossessiva che la spingerà sempre più vicino al magnetico e indecifrabile costruttore che vede in Aggie un possibile riscatto per la sua immagine sporcata dal sospetto di aver ucciso anni prima la moglie. Ma Nile scorge nella tormentata Aggie anche una famelica “sete di sangue” che la scrittrice sembra avere nei confronti di chi, anni prima, le ha causato un dolore immenso che fatica a superare. Questa miscela di sensazioni puntella un rapporto tra i due fatto di curiosità verso l’altro quasi morbosa e di una pericolosa attrazione che non può avere un ragionevole seguito.

La vicenda centrale, poi, si arricchisce della vicenda più politica che investe l’opera di Jarvis criticata e osteggiata da chi spera che nella città si possano costruire abitazioni più umili anziché palazzi di lusso. Questi “ribelli” sono guidati da una giovane attivista che si scontrerà presto con Nile e la sua potente corazzata di difesa. Dunque Nile, che ha un padre ingombrante e senza scrupoli, deve destreggiarsi tra una pesante grana nel suo cantiere e la relazione professionale sempre più invadente con la sua vicina Aggie. Il ritmo della serie segue perfettamente le due storie che si intrecciano alzando il livello di tensione alle stelle.

La minuziosa descrizione dei due protagonisti rende “The Beast In Me” un prodotto autentico di cui sentiremo la mancanza. Lo spettatore è inevitabilmente attratto sia dalla fragilità di Aggie che dalla spietatezza di Nile. Dopo tutto le parole di Nile risuonano nella nostra testa come un freddo e netto giudizio sulla vera natura dell’uomo. Spesso siamo assetati di sangue e di vendetta e ci illudiamo di non dare questa impressione fino a quando non ci imbattiamo in qualcuno che, proprio come noi, è alla costante ricerca di una vittima per poter calmare e soffocare i propri demoni. Agghiacciante.

***

RIVISTO

LA VERITA’ SUL CASO HARRY QUEBERT, di Jean- Jacques Annaud (The Truth About the Harry Quebert Affair, Stati Uniti- Canada 2018, 10 x 45/50 min., Sky Atlantic).

Tratta dal romanzo omonimo di Joel Dicjer e diretta dal gigantesco Jean-Jacques Annaud la serie si snoda attorno ad un mistero legato allo scrittore di successo Harry Quebert, interpretato da un centrato Patrick Dempsey, che fa da sfondo ad un’intricata vicenda di un giovane scrittore che mentre cerca l’ispirazione si scontrerà con un passato poco limpido del grande scrittore Quebert. Suggestivo.

minchella visto rivisto – MALPENSA24
Visited 136 times, 1 visit(s) today