di Andrea Minchella
VISTO
APEX, di Baltasar Kormakur (Stati Uniti- Canada 2026, 95 min., Netflix).
Teso. Scarno. Disturbante. Ma anche suggestivo ed avvolgente. “Apex” è un “natural-thriller” che centra perfettamente l’obbiettivo che il bravo regista si pone ancor prima di imbarcarsi in questo progetto. Kormakur vuole impressionare con una vicenda “al cardio palma” immergendola in una natura selvaggia ed estrema come è quella australiana.
“Apex”, infatti, si dipana in uno scenario mozzafiato fatto di foreste, fiumi e ambienti affascinanti ed immensi ma nello stesso tempo angoscianti e pericolosi. Ma il vero pericolo non proviene dall’ambiente quasi ancestrale in cui la protagonista scappa per quasi tutto il film, ma viene stigmatizzato dalla presenza di un folle che ha già fatto impazzire la rete con migliaia di “meme” sulla sua diabolica e snervante “performance” durante tutto il racconto.
Kormakur realizza un viaggio nauseante in cui c’è una preda che scappa per salvarsi e un predatore che si diverte, come il gatto con il topo, ad inseguire una donna in un ambiente angusto e pieno di insidie trasformando la caccia in una sorta di gioco diabolico per rimarcare il suo potere assoluto sulla dinamica degli eventi.
Sasha, una atletica e asciutta Charlize Theron, dopo la morte del marito Tommy, avvenuta durante una scalata in tandem estrema su una montagna in Norvegia, decide di intraprendere da sola un viaggio intimo e terapeutico nei meandri profondi dell’Australia, terra d’origine di Tommy, per cercare di elaborare un dolore recente e straziante. La sequenza iniziale della tragica scalata con il marito, un Eric Bana sparito dalla pellicola troppo in fretta, è folgorante e ansiogena e fornisce al film, fin da subito, un ritmo serrato che non lascia scampo allo spettatore.
L’aperura di “Apex” giustifica l’intera visione del film. D’altronde il regista Baltasar Kormakur di montagne se ne intende (suo è lo straordinario “Everest” del 2015) e il budget di Netflix gli permette di realizzare una sequenza iniziale perfetta per la sua funzione e davvero travolgente da un punto di vista stilistico e sostanziale.
Sasha, dunque, si appresta a compiere un viaggio affascinante ma non privo di difficoltà che tuttavia è in grado di superare visto la sua preparazione e la sua profonda motivazione. L’incontro casuale con la guida del posto Ben cambierà la natura del viaggio. Sasha, a poco a poco, si ritroverà a fare i conti con un pazzo che la insegue tra gli spazi incontaminati di una terra meta sempre più di escursioni da parte di turisti in cerca del brivido e di scenari mozzafiato. Il film prosegue con l’inseguimento estremo tra Ben, un Taron Egerton inquietante e imprevedibile, e Sasha che riesce a tenere testa al suo inseguitore e al contesto impervio e angusto della foresta australiana. Il finale svelerà qualcosa di inquietante legato all’operato di Ben che risale a ben prima dell’arrivo di Sasha in quei luoghi.
La pellicola è ben fatta e la perfezione con cui viene realizzata si scontra con un’idea vincente in cui i due protagonisti riescono a sorreggere quasi completamente sulle loro spalle un progetto poco innovativo nella sostanza. La scrittura è perfetta. Il montaggio pure. Ogni elemento si allinea alla perfezione per restituirci un racconto avvincente che proprio per la sua perfezione, forse, perde attrito riducendosi, dopo l’inizio spettacolare e opprimente, ad una caccia spietata bloccata in un tracciato prevedibile e, a tratti, poco sorprendente. La forza della pellicola si poggia sulla bravura degli attori che da soli non riescono ad elevare “Apex” a qualcosa di più di un buon film. Nel dubbio, comunque, da vedere.
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RIVISTO
FALL, di Scott Mann (Regno Unito- Stati Uniti 2022, 107 min.).
Due ragazze, dopo la morte tragica del fidanzato di una delle due, decidono di esorcizzare il dolore scalando un’antenna abbandonata alta più di seicento metri in una zona desertica dell’America. Arrivate in cima, ovviamente, la scala si stacca e le due ragazze si ritrovano a seicento metri senza possibilità di scampo. Girato in maniera ineccepibile, “Fall” ti fa soffrire di vertigini per tutta la durata della pellicola. Mostruosamente spaventoso.
