Vuelta: ancora una mega fuga, Adam Yates rientra in classifica

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Adam Yates
Adam Yates stravince la 9^ tappa della Vuelta a España (Motril-Granada 178,2 chilometri) si prende la maglia a pois e la UAE torna subito in classifica generale.
Una vittoria da lontanissimo, in pieno stile Pogacar, a precedere un Richard Carapaz (EF) che ha contrattaccato da ancora più lontano. Sul podio Ben O’Connor (Ag2r Decathlon) che può contare con un ottimo Felix Gall al suo fianco e difende la propria leadership.
LA TAPPA
Questa giornata che conclude il primo segmento della corsa è l’ideale per “attaccanti di lusso” e il primo a scattare al chilometro zero è la maglia verde Wout Van Aert, che nel giro di una trentina di chilometri viene raggiunto da altri 25 corridori: Oscar Rodriguez (Ineos Grenadiers) omonimo compagno di capitan Carlos, Kasper Asgreen (Soudal Quick-Step), Jonas Gregaard (Lotto Dstny), Nelson Oliveira (Movistar), Torstein Traeen (Bahrain Victorious), Chris Harper e Felix Engelhardt (Jayco AlUla), James Shaw e Darren Rafferty (EF), Max Poole e Gijs Leemreize (DSM Firmenich), Stefan Kung e David Gaudu (Groupama FDJ), Xandro Meurisse e Quinten Hermans (Alpecin Deceuninck), Mathias Vacek e Patrick Konrad (Lidl Trek), Paul Miquel e Pablo Castrillo (Kern Pharma), Jonathan Lastra, Jesus Herrada e Ruben Fernandez (Cofidis), Jay Vine, Adam Yates e Marc Soler per una UAE rimasta orfana di Joao Almeida colpito dal Covid.
Sul puerto del Purche la fuga inizia a decimarsi, riducendosi a otto unità, mentre dal gruppo contrattacca Richard Carapaz (87 km all’arrivo) che mira a rientrare in classifica e trova per brevi tratti ad aiutarlo gli ormai ex fuggitivi Shaw e Rafferty. Stessa missione dell’ecuadoriano per un paio di uomini là davanti, come dimostra poi molto chiaramente la prima delle due ascese dell’alto de Hazanallas: a metà salita (58 km all’arrivo, scuola Pogacar…) va via leggero come una piuma Adam Yates!
Dietro l’inglese si sfalda buona parte della compagnia, coi soli David Gaudu, Jay Vine (il compagno Marc Soler è stato monumentale a tirare fin lì) e un sorprendente Pablo Castrillo a rimanere compatti alle sue spalle, comunque a debita distanza. Da par suo Carapaz risale la china e in discesa costituirà con loro un quartetto inseguitore. Nel frattempo la scalata è sanguinosa per la Bahrain Victorious: si ritira Rainer Kepplinger e crolla Antonio Tiberi, che avverte un forte malessere e si ferma. Il ciociaro riparte, ma alla fine deve dare forfait. Il nuovo leader del team è Jack Haig, la nuova maglia bianca è Florian Lipowitz, talentuosissimo gregario Red Bull Bora. Una caduta determina pure il ritiro di Joshua Tarling della Ineos Grenadiers.
Sul secondo Hazanallas, Carapaz saluta i compagni d’inseguimento e vola verso la seconda posizione dietro l’imprendibile Yates. Tra i big rompe gli indugi Enric Mas, che prende un minuto di vantaggio e stana i rivali: nella potente scrematura che ne consegue, si sganciano ed escono dalla top-10 Mattias Skjelmose, Cristian Rodriguez e Lennert Van Eetvelt, che paga peraltro una precedente caduta.
Nella picchiata verso il traguardo Mas agguanta Gaudu, Vine e Castrillo, ma a sua volta viene ripreso nel finale dal drappello della maglia rossa, che allo sprint si prende 3° posto e 4 secondi di abbuono. Un po’ di conti sulla generale: O’Connor e Primoz Roglic si mantengono primo e secondo; adesso è terzo Carapaz superando Mas per pochi secondi; insieme a Yates entrano nei primi dieci Carlos Rodriguez (bella soddisfazione nel giorno in cui correva sulle strade di casa) e Gaudu.
Non era un traguardo all’insù, ma questa frazione si può catalogare tra le “regine” di questa edizione. Oggi l’agognato riposo, per volare dalla Sierra Nevada alla Galizia.
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
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