Vuelta, 15a tappa: vince Pedersen, ma questo super Frigo merita la Nazionale

Vuelta Monforte Pedersen Frigo
Marco Frigo, 25 anni (Sirotti)

MONFORTE DE LEMONS (Spa)  – Pedersen finalmente! Il danese, dopo 14 tappe corse con una generosità smisurata, a Monforte de Lemos conquista la 15a frazione della Vuelta. Una vittoria – la 60a in carriera, cercata, voluta, meritata. E un successo che gli incolla la maglia verde sulla pelle. Se Pedersen domenica prossima arriverà a Madrid  la maglia della classifica a punti sarà certamente sua.

L’azione decisiva

L’azione decisiva, in una tappa praticamente inutile dove gli uomini di classifica hanno pensato solo a portare la bici al traguardo tagliato dopo oltre 13’ da Pedersen – a una trentina di chilometri dal traguardo. Davanti ci sono Vine e Varvaecke, dietro inseguono in 45. Vine è un Uae, che cosa ci faccia lì dopo 7 tappe vinte dalla squadra su 14, è un mistero. La spiegazione più logica che che nel team emiratino ognuno vada per conto proprio. Oppure che la tattica le facciano pescando a sorte.

I sette

All’inseguimento dei due si lanciano in sette: Aular, Sheffield, Dunbar, Frigo, Bernal, Buitrago e appunto Pedersen. Ciccone, che è tra i 45, non tiene le ruote del suo compagno. Un altro campanello d’allarme pensando al Mondiale in programma domenica 28 a Kigali, in Ruanda.

La volata

In nove vanno alla volata. Frigo ci prova, ma lo sprint non è la sua dote migliore. Però è bravissimo a cedere solo a quelli chiaramente più dotati su questi traguardi e a chiudere in 3a posizione, dietro appunto a Pedersen e Aular.

Marco è da Nazionale

Frigo però, al di là degli applausi, merita un discorso a parte. Sta vivendo con questa non come vorrebbe. Corre per la Israel-Premier Tech. Due giorni fa ci ha confidato di avere una “forma spaziale” ma di fare “molta fatica a concentrarsi sulla performance. Con quello che ci capita attorno non ho la testa”. Nonostante questo la sua Vuelta è eccellente. Marco, 25 anni, però al momento non è nella lista degli otto corridori che il c.t. Marco Villa ha in testa per il Mondiale. Secondo i piani del tecnico, potrebbe avere una maglia solo nel caso in cui Damiano Caruso non ce la facesse a recuperare dall’infortunio alla mano che gli ha impedito di prendere al via della Vuelta. Però Frigo è, con Pellizzari, l’italiano più in forma. Questo ragazzo una maglia azzurra se la merita. Chissà che domani, secondo e ultimo giorno di riposo di questa corsa, Frigo non riceva qualche novità.

I big

Invariate le prime otto posizioni in classifica con Vingegaard al comando con 48″ di vantaggio su Almeida. Recuperano posizioni il giovane Lecerf, ora 9° a 5’49”, e il redivivo Bernal che sale in 14a posizion e ma con un distacco da clessidra: 15’42”.

L’agguato al gruppo e la caduta

La 15a tappa – Ordine d’arrivo e classifiche 

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