Sale la protesta Pro Palestina, Vuelta in ginocchio. Tappa accorciata, vince Bernal

Vuelta Palestina Israel Bernal
Un'immagine della protesta alla Vuelta

La Vuelta è in ginocchio. La protesta Pro Palestina cresce come un fiume in piena che spazza via la corsa. Un’altra tappa amputata, un traguardo improvvisato per cercare di salvare almeno l’apparenza. Corridori che si cambiano per strada come in un circuito di paese e restano per un tempo infinito in attesa di qualcuno che li vada a riprendere. Un simulacro di corsa. Rimedi? A breve tempo non se ne vedono. Qui la situazione può solo che peggiorare. I social sono caldi per la chiamata a raccolta dei militanti. La crono di giovedì a Valladolid è un obiettivo, ancora di più quella di sabato alla Bola del Mundo e il gran finale di domenica a Madrid. Sempre più difficile credere che ci sia l’ultima tappa nella capitale.

Un calcolo sbagliato

A Bilbao, quando la protesta è deflagrata, forse qualcuno non ha inteso la reale portata della faccenda. o forse si è solo cercato disperatamente di esorcizzare il problema. Si diceva che Bilbao è storicamente una città calda, che i manifestanti erano dei professionisti del dissenso, figli e nipoti degli Etarra, i terroristi dell’Eta. Ma già a Laredo, la mattina dopo, non era difficile capire che la situazione era molto diversa. In strada con le bandiere della Palestina uomini e donne di tutte le età e di tutti i ceti sociali. Non è un caso che la Spagna, guidata da Pedro Sanchez, sia stato il primo Paese europeo a riconoscere lo stato di Palestina. Una protesta che in qualche caso è stata violenta, non oggi però. Non a Bilbao. Non a Laredo. Una protesta che cresce pericolosamente perché prima era solo contro Israele e la sua squadra ma che ora punta la Vuelta stessa accusata di essere complice. ma è un errore perché la Vuelta, gli organizzatori, non possono fare nulla. Non hanno nessun potere sulla squadra di Israele. Non la possono cacciare neppure volendo.

Vittoria di Bernal

Ci sarebbe anche la corsa, ma del lato agonistico è davvero difficile parlare. Comunque in uno sprint a due vittoria di Egan Bernal su Mikel Landa. I due, grandi corridori che hanno avuto problemi fisici enormi legati a devastanti cadute, meritavano più fortuna. Invariata la generale, comanda sempre Vingegaard che nel finale di oggi ha corso il brivido di una foratura rimediata con un cambio al volo di bici.

La risposta di Javier Guillen, d.g. della Vuelta, ai manifestanti

Il video della protesta al traguardo della 16a tappa (Ainara Hernando/Ciclismo a fondo)

La 16a tappa – Ordine d’arrivo e classifiche 

Vuelta Palestina Israel Bernal – MALPENSA24
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