Da Rueda a Guijuelo, dal vino (bianco soprattutto) al pata negra. È la 19a tappa della Vuelta a España. Rueda è la culla del Verdejo, un vitigno autoctono che viene vendemmiato di notte. Da qui nasce anche la denominazione di origine protetta. Guijelo è invece famoso per la qualità del suo “jamon de bellota”, il prosciutto crudo, e dei suoi insaccati. I maiali di razza iberica allevati a ghiande, invece, arrivano soprattutto da Andalusia e Estremedaura ma qui i loro prodotti trovano il clima perfetto per la stagionatura. Qui il maiale si trasforma in cibo sublime.
La Meseta iberica
Ma torniamo alla corsa. I chilometri da percorrere saranno 162 con 1.517 metri di dislivello. Pianura certo, ma tra gli 800 e i 1.000 metri di altitudine. È la “Meseta iberica”.
Dente avvelenato
Una tappa semplice quindi che chiama alla ribalta i velocisti. Per Elia Viviani un’occasione molto ghiotta per ingrandire il suo palmares. L’ultima sua vittoria in questa corsa quasi 7 anni fa, il 16 settembre 2018 a Madrid. Il velocista della Lotto ha anche il dente avvelenato dopo il secondo posto di Saragozza che la giuria gli ha tolto per scorretta nei confronti di Philipsen. E il belga, già due volte a segno in questa Vuelta, è ancora il grande favorito.un dettaglio da non sottovalutare: gli ultimi 4 km tendono a salire leggermente.
I due pericoli
I pericoli per arrivare in volata sono due. Al primo non c’è rimedio, è il vento che spesso soffia di lato in questa zona. L’altro pericolo è rappresentato dalla protesta Pro Palestina. Il boicottaggio alla Vuelta per la presenza della Israel-Premier Tech non è terminato.
La 18a tappa – Ordine d’arrivo e classifica
L’opinione di Martinelli su Pellizzari
