di Andrea Minchella
VISTO
THE STAIRCASE- UNA MORTE SOSPETTA, di Antonio Campos (Stati Uniti 2022, 63/68 x 8 min., Sky Atlantic).
Tratto da una docu-serie francese, a sua volta tratta da un’incredibile storia vera, questa serie televisiva targata HBO riporta l’attenzione su un caso di cronaca dei primi anni duemila in cui uno scrittore famoso, Michael Peterson, fu accusato di avere ucciso la moglie Kathleen con cieca e spietata violenza. La corazzata di Megan Ellison e della sua “Annapurna Television” produce e realizza una serie interessante e ben articolata. Il giallo famigliare è sempre un campo facile dove far muovere sceneggiatori ed attori. Ma la capacità dell’ideatore Antonio Campos ha trasformato un buon progetto in un viaggio ipnotico e magnetico nelle zone d’ombra di una famiglia apparentemente normale e felice.
Già il lavoro di Jean Xavier de Lestrade era stato minuzioso e particolarmente dettagliato. Il ritratto che ne usciva della giustizia americana, dei suoi riti e delle sue contraddizioni, era impietoso e incredibilmente realistico. Ad un certo punto della narrazione la colpevolezza, presunta o acclarata, dello scrittore/marito passava in secondo piano rispetto al percorso giudiziario del delitto/omicidio della moglie. I tasselli dell’intera vicenda si moltiplicavano in maniera esponenziale tanto da rendere impossibile, da parte dello spettatore, farsi un’idea chiara e solida.
Campos fa un passo in più. Trasforma il girato del documentarista francese in un flusso inarrestabile di colpi di scena, “flashback” e rivelazioni degne di un film di Alfred Hitchcock. Le otto puntate si inanellano perfettamente una dopo l’altra, rendendo l’intero progetto un film completo e denso. Il montaggio e la rapidità di movimento della macchina da presa in alcune sequenze tengono l’attenzione dello spettatore sempre ad un livello molto elevato. Altre scene, invece, dilatano il movimento della narrazione creando una sorta di viaggio schizofrenico nelle pieghe più nascoste di una famiglia allargata in cui ogni componente ha un segreto, un movente e tanto rancore che lo rende un possibile colpevole.
La scelta degli attori, poi, è perfettamente all’altezza della qualità dell’intero progetto. Colin Firth e Toni Colette si immedesimano completamente nei due personaggi, criptici ed enigmatici, attorno ai quali si sviluppa l’intera vicenda. Anche gli attori dei ruoli secondari sono scelti in maniera quasi maniacale tanto da rendere la coralità della storia una faccenda reale e veritiera.
La sceneggiatura è densa ed articolata e diventa la struttura portante di tutte le puntate della serie.
Lo spettatore assiste alla telefonata al 911 da parte del protagonista. È sul luogo del delitto durante i primi accertamenti. Partecipa alle riunioni di famiglia in cui Michael, insieme al suo avvocato, decide una strategia da seguire. È presente durante il processo e nella cella in cui Michael passerà alcuni anni della sua vita, perché considerato colpevole dell’omicidio della moglie. Lo spettatore, dunque, diventa parte attiva di un’elaborazione artistica originale di una vicenda oscura che ha messo in crisi l’intero sistema giudiziario americano. Quello che emerge dalla morte di Kathleen Peterson è l’inadeguatezza, spesso, delle tecniche investigative che sono a disposizione di un sistema giudiziario per quei delitti che, come quelli commessi in famiglia, da subito mostrano un’infinita quantità di contraddizioni e punti d’ombra.
Il documentario francese del 2008 diventa una vera e propria provocazione artistica che mette in discussione i dogmi giuridici e giudiziari della “civile” America. ll film di Campos trasforma questa provocazione in una narrazione drammatica, riuscita e notevolmente coinvolgente.
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RIVISTO
IL MISTERO VON BULOW, di Barbet Schroeder (Reversal of Fortune, Stati Uniti 1990, 112 min.).
Se l’ha davvero uccisa non conta. Conta ciò che si può provare. Barbet Schroeder realizza un’agghiacciante trasposizione di quello che successe tra i coniugi Claus e Sunny von Bulow. La realtà entra in una pellicola e trasforma una tragedia in uno spettacolo carico di tensione e colpi di scena.
Oltre ai due protagonisti, un gigantesco Jeremy Irons ed una potente Glenn Close, il vero protagonista è l’avvocato Dershowitz e il suo team di studenti che costruiscono un impianto difensivo granitico e massiccio che possa scagionare il misterioso Claus dall’omicidio della moglie Sunny.
