BUSTO ARSIZIO – Non ci sono bustocchi tra i candidati considerati “sicuri”, ma nemmeno tra quelli che sperano di poter entrare in Parlamento alle elezioni del 25 settembre. Dopo lo stop del sindaco Emanuele Antonelli rispetto alla sua tanto ventilata candidatura in Fratelli d’Italia, Busto scende in campo con dei veri “big”, dall’ex sindaco Gigi Farioli (per il Terzo Polo) all’attuale vicesindaco Manuela Maffioli (nel listino della Lega), ma con speranze di farcela che sono oggettivamente ridotte al lumicino. A meno di exploit clamorosi.
L’uninominale di Busto
La “squadra” dei candidati di Busto Arsizio, perlomeno per quanto riguarda le liste principali che attualmente possono sperare di superare la soglia di sbarramento del 3%, vede in campo alla Camera Gigi Farioli nel collegio uninominale di Busto Arsizio, che però è considerato “blindato” per il centrodestra, appannaggio del senatore uscente di Tradate Stefano Candiani. Per Farioli nessun paracadute: l’unica speranza di essere eletto è di sopravanzare, con il Terzo Polo Italia Viva-Azione, la coalizione formata da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Una mission impossible. Avrebbe dovuto tentare la sfida nell’uninominale anche Erica D’Adda, per il centrosinistra: candidatura al centro di un “caso”, poi ritirata in favore dell’attivista (abruzzese di origine) di Fridays for Future Federica Gasbarro.
I “listini”
Nel collegio plurinominale della Camera la Lega candida nel quarto posto del listino Manuela Maffioli, attuale vicesindaco e assessore alla cultura e allo sviluppo economico. Senza dubbio un riconoscimento al lavoro fatto in questi anni, come nel 2018 era capitato a Isabella Tovaglieri, allora vicesindaco e piazzata al quarto posto del listino, ma anche in questo caso come allora con scarse possibilità di successo, dato che già Matteo Bianchi, che è al numero 3, dovrà sperare in una performance della Lega sopra le aspettative per ottenere la riconferma. Stessa posizione, quarta, anche per Andrea Tomasini, amministratore delegato uscente di Prealpi Servizi, nel listino di Fratelli d’Italia guidato dalla arconatese Lucrezia Mantovani, deputata uscente e figlia dell’ex vicepresidente di Regione Lombardia.
Gli altri candidati
In campo con Alleanza Verdi e Sinistra anche il segretario cittadino di Sinistra Italiana Dario Ferrari, al numero 3 ma in una lista che difficilmente riuscirà ad eleggere anche un solo proprio esponente. Tra le altre liste in lizza per ottenere il 3% è tuttora in forse la candidatura all’uninominale del Senato di Chiara Guzzo, già candidata sindaco per La Sinistra Chiara: in corsa per il Partito Comunista Italiano, se verranno validate le firme. Alla Camera c’è anche Fabrizio Rogora per Alternativa per l’Italia, il movimento di Mario Adinolfi e Simone Di Stefano.
I precedenti
Insomma, sono lontani i tempi in cui Busto poteva vantare il capogruppo della Lega a Montecitorio, Marco Reguzzoni (tra il 2008 e il 2013), oppure, nella legislatura successiva (2013-2018) addirittura un terzetto di parlamentari, Erica D’Adda per il PD al Senato e i “grillini” (poi fuoriusciti dal M5S) Laura Bignami a Palazzo Madama e Ivan Catalano alla Camera. Nel 2018 sfiorò l’elezione Gigi Farioli, che era nel listino dietro ad Adriano Galliani (altro “catapultato” sul nostro territorio) e risultò primo dei non eletti di Forza Italia al Senato. Ora occorre sperare in un vero miracolo.
