Degrado zona Matteotti, Mariani: «Pgt per la svolta. I privati? Non ci hanno nemmeno provato»

BUSTO ARSIZIO – «La svolta? Potrà arrivare solo con il nuovo PGT. Finora i proprietari delle aree non ci hanno nemmeno provato, a rigenerare quel comparto». A parlare è l’assessore all’urbanistica Giorgio Mariani e le aree a cui si riferisce sono quelle del quadrilatero del degrado nel cuore del quartiere San Michele, in mezzo al quale nella notte di ieri, tra il 6 e il 7 settembre, è divampato un incendio, in vicolo Clerici, che ha riacceso i riflettori su quel pezzo di città che, dietro alla via Matteotti, da svariati lustri ormai vive in stato di abbandono.

La situazione

«Il recupero di quelle aree è complesso perché c’è una frammentazione di proprietà che rende difficile intervenire, però finora non si è fatto avanti nessuno» ammette il leghista Mariani, che è titolare della delega all’urbanistica da tre anni. «Nessuno si è mai presentato nel mio ufficio e nessuno si è seduto attorno ad un tavolo per studiare soluzioni che potessero superare le criticità di quel comparto». Insomma, «non ci hanno nemmeno provato», sostiene l’assessore. Anche quando, dopo che in passato qualcuno si era lamentato pubblicamente sui giornali del fatto che gli oneri di urbanizzazione troppi alti frenavano ogni prospettiva di intervento, l’assessorato ha scritto a tutti i proprietari «invitando ad approfittare della nuova legge sulla rigenerazione urbana che dimezzava gli oneri» per le riqualificazione di aree dismesse e degradate.

L’orizzonte del nuovo Pgt

Eppure, fa notare Mariani, «le opportunità per intervenire ci sono, anche con l’attuale Pgt», che non è più ingessato dai vincoli del vecchio piano regolatore. Come ad esempio le regole che consentono di spostare le volumetrie per rendere più appetibili le riqualificazioni di immobili fatiscenti. Ma finora nulla di concreto si è mosso per una vera rinascita di quel comparto storico che Busto sognava potesse diventare la sua “piccola Brera”. Ora non resta che sperare nella variante generale al Piano di Governo del territorio. Dove, promette Giorgio Mariani, «verrà data l’attenzione che serve per sbloccare i lacci e lacciuoli che finora hanno frenato ogni prospettiva di rigenerazione».

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