LEGNANO – Sindaco di Inveruno per il secondo mandato e consigliere della Città Metropolitana di Milano, Sara Bettinelli (nella foto, al centro in una uscita elettorale in un mercato della zona) è la candidata sostenuta dalla coalizione di centrosinistra (Pd, Alleanza Verdi e Sinistra, +Europa, Impegno Civico Luigi Di Maio) nel collegio uninominale per la Camera dell’Alto Milanese.
Sindaco Bettinelli, quali sono i principali problemi del territorio che vede dalla sua posizione di amministratore pubblico?
«Nell’immediatezza, di carattere economico. Sta incidendo in misura rilevantissima il tema dele utenze per le famiglie come per le piccole e medie imprese per le quali, con i costi che stanno emergendo, si stanno iniziando a porre problemi di sopravvivenza. E per quanto riguarda l’imprenditoria i problemi non sono solo in ambito energetico, ma anche a livello di caro materiali, reperimento di materiali e tempi di fornitura. L’agricoltura è in seria difficoltà in relazione all’estate che abbiamo vissuto, per di più inserita in un percorso in cui già stava vivendo momenti di particolare difficoltà. Così l’allevamento, che ha problemi nel reperire i foraggi come il fieno, e laddove li trova sono a costi esorbitanti.
«Da sindaco, vedo che stanno vivendo criticità anche gli enti pubblici locali, esposti a dover sostenere costi molto più elevati a parità di attività ordinarie da svolgere, e questo va a incidere anche sulle attività associative. Questo è il panorama che viviamo oggi, per cui servono risposte celeri».
Tetto ai costi dell’energia. E salari adeguati
Quali risposte?
«Dal punto di vista politico, è necessario porre un tetto ai costi dell’energia. L’Italia deve intervenire con contributi propri, ma anche promuovere misure di valenza internazionale, almeno europea: questo andrebbe a impattare in maniera positiva su tutti i settori che ho citato.
Occorre un sostegno al settore imprenditoriale anche per il credito di imposta, alzandone il tetto. Per le famiglie il discorso è più ampio. Un’azienda in crisi vuol dire famiglie in crisi, ma servono anche salari adeguati rispetto all’attività lavorativa sia per chi lavora, sia per le giovani generazioni che nel mondo del lavoro devono entrare. Non ci può essere solo un percorso formativo e quindi gratuito, senza un rapporto contrattuale definito, a 30 anni di età. Parliamo del presente e del diritto al futuro delle giovani generazioni. È una sfida che dobbiamo affrontare, non si può rispondere “è sempre stato così”».
Trasformare le criticità in potenzialità
Di che cosa soffre in particolare il territorio dell’Alto Milanese?
«Il tema della mobilità lo riguarda direttamente a causa delle criticità di interconnessione da e verso Milano, ma anche su gomma tra i paesi dell’hinterland. Su questo aspetto è necessario lavorare. Un altro è il costo del trasporto pubblico, che deve ess calmierato in base al servizio erogato.
«Poi c’è la piccola e media imprenditoria che caratterizza il tessuto produttivo locale e su cui impattano le maggiori criticità. C’è l’assoluta esigenza di intervenire per garantire la sua sopravvivenza, dato che è anche espressione di potenzialità di questo territorio e dobbiamo far sì che questa potenzialità si tramuti in realtà. Andiamo verso l’ampliamento dell’area Mind-Ex Expo, le Olimpiadi 2026, eventi che dal punto di vista del terziario vedono il nostro territorio direttamente interessato per l’indotto. Dobbiamo porre le precondizioni per cogliere tutte queste opportunità. I temi che ho citato sono criticità di oggi, ma anche potenzialità dell’immediato domani».
Poi c’è l’ambiente…
«La nostra area sta lavorando molto sulla mobilità dolce, con l’interconnessione fra le diverse realtà territoriali. Poi abbiamo diverse partite ambientali, oltre che infrastrutturali, aperte, da Malpensa alle cave. Sono tutte questioni che necessitano della nostra e della mia attenzione, ma sempre partendo dal presupposto fondamentale di conoscerle».
Sondaggi sfavorevoli? Con me occasione unica
Che cosa vi attendete dalle urne? A livello nazionale, è favorito il centrodestra.
«Nell’ambito di tutta la circoscrizione elettorale, 22 comuni su 32 sono di area civica e di centrosinistra. Vuol dire che il cittadino, quando può rapportarsi direttamente con il rappresentante istituzionale, conoscerlo e verificare la sua attività, decide in modo concreto rispetto all’esperienza vissuta. La mia candidatura va in questa ottica: ricondurre la rappresentanza politica a un collegamento diretto col territorio, sempre evidenziato come elemento di criticità del mondo politico, mentre oggi c’è l’opportunità di averlo con la candidatura di un sindaco che ha una esperienza amministrativa territoriale e sovraterritoriale, quindi il valore aggiunto di una interconnessione diretta con tutta la rete di amministratori del territorio. Un elemento qualitativo e di sostanza che è un’occasione da non perdere per il territorio in questa tornata elettorale: la politica che riparte dal territorio sulla base della competenza e della sua prospettiva per portarla a Roma.
«La partita è assolutamente aperta e tutta da giocare. Se si ritenesse tutto già scritto, delegittimeremmo il cittadino, che ha tempo per capire, conoscere e decidere la sua espressione di voto».
Unione Popolare ha proposto un confronto fra i candidati alla Camera: accetterebbe?
«Il confronto in ambito politico è sempre una cosa positiva. Ci sono tante, diverse opportunità per farlo. La nostra coalizione è sempre disponibile».
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