GALLARATE – La storica sede di Intesa SanPaolo a Gallarate riapre. Sono in tanti ad aver notato negli ultimi giorni i lavori in corso all’interno degli uffici con vista sulla fontana di Arnaldo Pomodoro in largo Camussi e naturalmente è subito montata la curiosità. Ospiteranno Banca Prossima, con uno spazio che punta a diventare un polo territoriale dedicato al terzo settore.

Banca Prossima
Le notifiche di legge appese sulle vetrine parlano di un intervento di manutenzione straordinaria pari a un valore di 600mila euro. Si tratta dunque di un corposo restyling dell’immobile che – manca soltanto l’ufficialità – ospiterà Banca Prossima, dal 2019 entrata a far parte di Intesa SanPaolo che ancora detiene la proprietà dei muri in centro a Gallarate.
Oggi Banca Prossima è l’istituto bancario del Gruppo che offre servizi dedicati ad enti religiosi, associazioni, cooperative sociali e fondazioni. La sua attività è destinata al mondo non profit per favorire iniziative di carattere sociale, culturale, artistico e ambientale messe in pratica dalle imprese del terzo settore. Gli uffici di Gallarate serviranno un bacino territoriale ampio. Si stima che all’interno lavoreranno più di 40 persone.
Desertificazione bancaria
La riapertura dell’istituto di credito di largo Camussi è un segnale positivo in controtendenza rispetto alla desertificazione bancaria che negli ultimi anni ha colpito duramente anche la città di Gallarate.
Soltanto in centro sono ancora vuoti gli spazi di via Verdi, poco distanti dal municipio, che ospitavano la Popolare di Milano. Da mesi ormai si rincorrono le più disparate voci: alcuni dicono che dovrebbe entrare una pizzeria, ma al momento è tutto fermo. Così come gli uffici sotto ai portici adiacenti alla chiesetta di San Pietro, sede della Big prima e poi della Popolare di Novara, vuoti da anni. Il sindaco Andrea Cassani si dice fiducioso che possano tornare appetibili sul mercato immobiliare se dovesse andare in porto l’ambizioso progetto di trasformazione in un Its di Palazzo Minoletti, candidato a ricevere un finanziamento regionale da 2 milioni di euro.
