BUSTO ARSIZIO – Era il 1952 quando nell’oratorio dei Frati di Busto Arsizio Don Leopoldo Crespi, frate di origine bergamasca, fece di fatto nascere l’Antoniana (dal nome dall’oratorio Antoniano) per dare uno sbocco a quei tanti ragazzi appassionati di calcio, attratti dal mito della grande Pro Patria di allora, ma come dire non ancora pronti per poterci giocare.
I presidenti: Da Calloni a Cosentino
Da quel giorno, con Virgino Calloni (padre del grande “Gipo”) come primo presidente dell’Antoniana, ad oggi con patron Francesco Cosentino alle redini di un club capace di dotarsi di due campi aggiuntivi d’allenamento, sono passati 70 anni. 70 anni di storie, allenamenti, partite, allenatori, giocatori, dirigenti e presidenti appunto, in cui il club giallorosso è stato per tanti bambini di Busto un punto fermo del calcio cittadino.
Il ricordo
E anche per chi scrive, che quella maglia giallorossa l’ha indossata, è impossibile non citare le figure di riferimento di quegli anni giovanili, come Luigi Gualdoni, un’autentica colonna, i mister Vincenzo Crespi e Marco Mantegazza, i presidenti Piero Olgiati, Daniela Testa e Gigi Testa, il mitico massaggiatore Peppo (allora come oggi sa rimettermi in piedi), il dirigente accompagnatore Nicola Tedesco e anche capitan Pepe. Ma l’Antoniana è stata tanto altro, con un’infinità di “amici” (dai Cozzi ai Venzon) che ancor oggi gravitano attorno ad un club che a Busto – e solo chi è di Busto lo può capire – è sempre stato un unicum per ambiente e cultura sportiva.
Domenica 18: Messa e festa in campo
E per celebrare un simile traguardo la società giallorossa del dg factotum Abenante ha deciso di organizzare per domenica 18 settembre, una giornata di festa e di celebrazione in via Ca’ Bianca, a cominciare con la Santa Messa sul campo principale alle ore 10.30, seguita da un pranzo comunitario nel bistrot giallorosso; per proseguire con la partita di campionato fra l’Antoniana e la Solbiatese, in campo alle 14.30 con ingresso gratuito; fino al gran finale (verso le 17.30) con il torneo Vecchie Glorie di Antoniana, Beata Giuliana, Ardor e San Filippo e con le premiazioni del caso, comprese le targhe alla memoria di Nicola Tedesco e Mario Marcone.

