Busto, i tombini della fibra ottica in zona tribunale sono già sprofondati

BUSTO ARSIZIO – Non solo piazza Vittorio Emanuele, anche i lavori per la fibra ottica continuano a lasciare strascichi in giro per la città. Come ad esempio i tombini sprofondati nelle vie attorno al tribunale, come via Volturno, via Marsala, via Piave e via Monte Rosa, segnalati dall’architetto Marco Fardelli, referente di Fiab-Ciclocittà. «Colmarli con qualche palata di asfalto a freddo non basta – fa notare – perché l’asfalto non dura e con le prossime piogge sparirà». E per dare un’idea dell’entità delle “voragini” che si creano attorno ai tombini Fardelli ha fatto cadere una moneta da un euro: l’effetto scenografico dell’immagine è, ahinoi, di grande impatto.

Tombini in pessimo stato

Non c’è solo la pavimentazione che va a pezzi in piazza Vittorio Emanuele, a Busto i lavori eseguiti non proprio a regola d’arte toccano diversi punti della città. È il caso del «pessimo stato» di alcuni tombini di recente posa in seguito ai lavori della fibra ottica. L’architetto Fardelli ha segnalato agli enti competenti la situazione dei tombini di via Volturno e via Marsala e di via Piave e via Monte Rosa, dove si sono verificati dei «cedimenti dovuti alla pessima qualità del lavoro ed al passaggio delle auto». Dopo qualche giorno, rivela il referente di Fiab-Ciclocittà, «uno dei due tombini è stato oggetto di un intervento di “colmatura” con un paio di palate di asfalto a freddo, ma la situazione è rimasta invariata in quanto l’asfalto è stato scalzato dal passaggio delle auto, mentre l’altro tombino non è stato ritenuto degno di intervento».

Le perplessità dell’architetto

«Naturalmente di questi problemi e di quelli sul pessimo stato dei marciapiedi, se ne accorge solo chi si muove a piedi o in bicicletta – sottolinea Marco Fardelli, che notoriamente opta spesso per le due ruote a pedale – mi rimane incomprensibile come sia possibile che nessuno, nemmeno chi “governa” la città possa protestare nei confronti di chi manomette il suolo pubblico e lo lascia in condizioni pietose. Perché se la “manomissione” probabilmente segue iter autorizzativi “forzosi” trattandosi di opere di pubblica utilità, il ripristino non può avere lo stesso iter. E perché la città cui non mancano i problemi strutturali non può essere vittima anche dell’incuria di chi realizza opere pubbliche».

busto arsizio tombini fibra ottica – MALPENSA24
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