LEGNANO – Il Presidio Libera di Legnano e la Compagnia dei Gelosi, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992) organizzano un doppio appuntamento dedicato alle donne e agli uomini che hanno lottato contro le mafie attraverso una pièce teatrale dal titolo “Lunga è la notte” (nella foto, una scena). Lo spettacolo sarà proposto a ingresso libero martedì 23 alle ore 20.45 a Legnano, al Cinema Ratti, con il patrocinio del Comune di Legnano, e giovedì 25 alle 21.15 a Cerro Maggiore, presso la Comunità di Famiglie “Il Chiostro Solidale”, con il patrocinio del Comune di Cerro Maggiore.
La prima data vedrà la partecipazione degli studenti del liceo “Galileo Galilei” che offriranno “Frammenti di memoria”, storie di alcune vittime di mafia raccolte con un prezioso lavoro di ricerca. L’evento del 25 maggio invece nasce dalla collaborazione con Il Chiostro Solidale come ultimo degli appuntamenti di “Passo al Chiostro”, un ciclo di tre serate patrocinate dal Comune di Cerro e organizzate nell’ex convento dei Frati Minori Cappuccini, dove ad oggi risiedono cinque famiglie che hanno scelto di vivere un’esperienza di vicinato solidale basato sulla fiducia e sulla prossimità. Fulcro degli incontri è la volontà di stare insieme condividendo in particolare storie di donne comuni ma di straordinario valore, che sono diventate nei loro diversi ambiti un punto di riferimento irrinunciabile per la nostra società.
Spettacolo sulle stragi di mafia degli anni 80 e 90
Il contesto in cui si situano le testimonianze raccontate nello spettacolo “Lunga è la notte” della Compagnia dei Gelosi è quello delle stragi di mafia degli anni 80 e 90. Dai boati delle esplosioni che hanno tristemente segnato la Palermo di quel periodo emergeranno le voci originali di Peppino Impastato, Giovanni Falcone e di Papa Giovanni Paolo II (raccolte dalla fonica Maria Segreto).
«Amo l’idea che io e i miei compagni di lavoro gettiamo un seme che, germogliando, contribuirà a fare memoria – commenta Mariella Volfango, interprete del testo scritto e diretto da Monia Marchiori, che con Pamela Marchiori ha fortemente spinto la Compagnia a confrontarsi su questo tema – Quando sono morti Falcone e Borsellino ero piccola ma avrei voluto sapere di più».
«Lottare è sempre possibile»
«Siamo cresciute in un quartiere popolare non troppo dissimile dal Brancaccio – le fa eco Pamela Marchiori – e perdersi o salvarsi era questione di poco. Ecco, io volevo condividere quel “poco”, cioè quella voglia di giustizia che mi ha tenuta fuori dai guai». Per Benedetta Giagnoni, altra componente della Compagnia, «il confronto con il fenomeno mafioso potrebbe farci sentire piccoli, isolati e senza possibilità di scelta. Io recito per ricordare a tutti, a me stessa per prima, che esiste sempre un’altra via, anche se non è quella più facile. Il coraggio di dire no deve diventare un movimento morale e culturale, che risvegli fede e speranza in coloro che hanno perso di vista i valori di chi ha fatto della lotta contro la mafia la propria ragione di vita».
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