LONATE POZZOLO – «L’oratorio di Tornavento, ormai inutilizzato, è stato venduto per investire sull’asilo della frazione». Un progetto «di sicuro valore», ma significa che «non esisterà più un centro aggregativo giovanile se non qualche bar, ristorante e birreria». Il gruppo di minoranza “I cittadini per i cittadini” descrive così lo «scenario inquietante» trovato nella frazione di Lonate Pozzolo. Ora che, al posto dell’oratorio, «dovrebbero nascere un bed&breakfast e un’area all’aperto per le famiglie».
La premessa
«Da qualche anno, la Chiesa parla di progetti economici. Con vendite e acquisizioni per risanare le proprie casse ormai logore». Questa la premessa alla base della vendita dell’oratorio, sostiene in una nota il gruppo guidato da Tiziano Bonini («Qui facciamo un mea culpa per non aver partecipato alle riunioni pastorali che si sono svolte in questi anni»). Ma ora cosa succederà? «Il dado è ormai tratto: l’oratorio è stato venduto per investire sull’asilo della frazione. Noi avremmo investito, per esempio, in una nuova Rsa visto che di asili ne abbiamo già abbastanza sul territorio comunale». E anche se viene considerato un progetto «di sicuro valore», le critiche non mancano: «Peccato che entrambe le opere – oratorio e asilo – siano state donate con ben altri scopi. La prima dai cittadini lonatesi, la seconda dal signor Parravicini».
Arriva un B&B
Frecciate che vengono rivolte anche all’amministrazione comunale: «Ci sembra incredibile che il dialogo di questi anni non abbia portato ad alcunché. Se non a questo scempio». Questo perché «a Tornavento non esisterà più un centro aggregativo giovanile, se non qualche bar, ristorante e birreria». E ancora: «Invece che investire per la comunità, l’amministrazione comunale sta preferendo recuperare soldi da Tari e Imu dai nuovi proprietari». Ovvero. «Ci è stato riferito che dovrebbero nascere un B&B e un’area all’aperto per famiglie».
Il No dei “Cittadini”
“I cittadini per i cittadini” lo dicono chiaramente: «Non siamo per nulla d’accordo con quanto sta succedendo. Crediamo che si sarebbero potuti trovare altri modi per risollevare la struttura, per esempio con investimenti mirati, anche da parte di privati. E aiuti pubblici con qualche “escamotage”». Di più: «Dal canto nostro, ci opporremo e faremo di tutto per impedire che questo accada, come abbiamo fatto per impedire la realizzazione della Zarina e del Masterplan di Malpensa. E, visti i risultati ottenuti, non la vediamo tutta rose e fiori per i presunti nuovi proprietari del nostro oratorio». Da qui la garanzia che «accederemo agli atti, controlleremo mappali e metrature, accerteremo la destinazione d’uso e verificheremo i parametri ambientali».
