GALLARATE – Non ha fatto in tempo a chiudersi la prima edizione di “Jazz in Broletto” che è già stata confermata la seconda per l’estate 2024. Merito del pubblico che – lo dicono i numeri – ha apprezzato l’audacia di trasformare il cortile di via Cavour in un sobborgo di New Orleans.
La magia del jazz
Se la tromba di Camilla Rolando ha incantato la platea la prima serata, il quintetto con Alfredo Ferrario al clarinetto e Marco Bianchi al vibrafono non ha deluso chi è arrivato anche da Milano e Pavia per seguire il festival. Due serate organizzate dall’assessorato alla Cultura, con Alvaro Belloni come curatore. Il merito della buona riuscita della serata, secondo un vero appassionato del genere, ovvero l’assessore all’Urbanistica Sandro Rech, va a «una cornice estremamente scenografica e performante sotto il profilo acustico». Ma soprattutto grazie a una proposta musicale di livello. «Questa manifestazione ha dimostrato che Gallarate ama il jazz e da parte nostra va un particolare ringraziamento a Belloni, che ancora una volta ha messo a disposizione la sua grande esperienza per la città».
Appuntamento al 2024
Nato come un esperimento, “Jazz in Broletto” punta a diventare un appuntamento fisso dell’estate a Gallarate. «Verrà di certo riproposto», annuncia l’assessore alla Cultura Claudia Mazzetti, stupita piacevolmente del riscontro ottenuto. «I posti a sedere erano tutti occupati e c’era anche gente in piedi. Ottenere un successo di pubblico non è mai scontato, soprattutto con un’offerta culturale che non era mai stata proposta prima. E poi l’acustica del Broletto è davvero eccezionale, come hanno confermato anche i musicisti che si sono esibiti. Sì, la prima edizione ci ha convinti che ci dovrà essere anche una seconda».
